Le quattro giornate dell'estremo giovanile

Sono quattro, le giornate che distanziano tra loro due eventi, così diversi ma così estremi. Momenti totalmente e assurdamente incompatibili quanto differenti. Nell'arco di quattro giorni, due comportamenti diversi, che in entrambi i casi hanno rappresentato ciò di più assurdo si potesse vivere, tutto a discapito di ciò che realmente dovremmo fare.

Sabato 10 - Mercoledì 14 Novembre 2012: in altre parole, siamo passati dalla stupidissima mobilitazione di trentamila persone per ballare una nullità di disco, alla violenza ingiustificata e agli scontri tra giovani e forze dell'ordine. Morale della favola. In nessuno dei due casi, è stato fatto qualcosa di costruttivo. O meglio, nel secondo caso c'erano tanti giovani che volevano manifestare per una cosa seria, ma le violenze operate da non-si-sa-chi hanno rovinato tutto.

E' per questo che oggi scriviamo. Per dire chiaramente che in quattro giorni si è fatto tutto e il contrario di tutto, ma niente di ciò che serviva ai giovani di questo Paese.

 

In queste ore non si parla d'altro: di chi è la colpa delle violenze? Chi ha esagerato? Chi ha provocato l'altro? Ed ecco gli schieramenti contrapposti. Chi accusa le forze dell'ordine, chi le difende e accusa i giovani, e così via. A noi, sinceramente, non ci interessa. Non siamo qui per dare la colpa a qualcuno, o accusare qualcuno di essere partito già con certe intenzioni; siamo qui per fare una riflessione generale. Una riflessione che gira attorno ad uno e un solo punto: l'assurdità delle estremità. Perchè vorremmo non doverlo pensare, che i ragazzi siano divisi tra un disco coreano e qualche singolo che arriva a spaccare vetri. E nemmeno vorremmo generalizzare dicendo che sono "tutti così" o "tutti in quell'altro modo". Vorremmo solo che tutto questo atteggiamento cambiasse.

L'avevamo urlato fortemente, mentre i trentamila pensavano solo a ballare: uniamoci e chiediamo giustizia per il nostro futuro. E lo urliamo nuovamente, mentre tra migliaia di studenti che manifestavano per un giusto motivo qualcosa è andato storto: così non andiamo da nessuna parte. Siamo i primi ad invocare la piazza, ma utilizzandola nella maniera giusta. E' così difficile manifestare senza violenze? Andare per le strade solo per URLARE e non per LANCIARE pietre o cose del genere?

In entrambi i casi, purtroppo la storia è sempre la stessa. Abbiamo perso, non più una ma, ben due occasioni.

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