Il bello, la gioia, la speranza: l'innamorarsi della vita. Istruzioni per l'uso di Ermanno Olmi

Di Simone Digrandi - Se in un campo totalmente andato a fuoco improvvisamente sbuca un fiore, non saremmo i primi a volerlo cogliere e, odorandolo, avvolgersi da qualcosa che non si sentiva da tempo, pensando che non tutto è perduto?
E' la sensazione che ho provato domenica sera, guardando ventuno minuti di grande quanto inaspettata televisione. Nei giorni in cui il piccolo schermo è un campo di battaglia, in cui un B. privo di ogni coerenza semina l'inseminabile propinando nuove vecchie illusioni, in cui tutto il resto della politica italiana si danna, dannando anche noi nella più totale confusione, per dare forma all'ipotesi di un 'futuro' politico che non sappiamo ancora che essenza avrà, in cui non si parla altro che di "crisi", di "crisi" e ancora "crisi", sebbene ci siano centinaia di giovani che lottano cercando di trovare altre soluzioni maquestonooonimporta, per una volta, davanti a quel piccolo misero schermo, mi sono trovato davanti a parole di speranza. Erano quelle del regista Ermanno Olmi che, ospite da Fazio, per ventuno minuti, forse veramente pochi, ha stravolto il solito incoerente andare della tv che propina sempre la stessa cosa, parlandoci di ben altro: un modo totalmente nuovo di leggere la vita.

In un momento in cui tutti ci siamo persi, lui racconta di altre vie, altre logiche, talmente belle nella loro semplicità, ma che mai abbiamo pensato di vivere. O meglio, ci siamo scordati di vivere. La verità, infatti è che ci siamo dimenticati di molte cose che questo mondo ci ha regalato, e le abbiamo soffocate totalmente.

Una negatività, più simile ad un impasto di fin troppi fattori che ci hanno allontanato da tutto ciò che è vita, è bellezza, è positività. Tanti, questi fattori. Pensiamo alla preoccupazione di un futuro mai come ora incerto, mescolata alle conseguenze di una crisi totale e a chi non vede - o non riesce a trovare - vie di uscita possibili; se a questo mescoli che in mezzo alla crisi c'è anche chi - invece che combatterla - la amplifica con il proprio pessimismo trasmettendo totale negatività, o propina solo problemi e catastrofi senza pensare che qualcosa si può fare; e se a tutto ciò si aggiunge una quotidianità fatta dalla meccanica del "non posso fermarmi mi devo dare da fare", nonché da una litania infinita di delusioni, egoismi, litigi, incomprensioni, distanze, amori e fiduce tradite, politica che sembra accoglierti e invece ti impone solite logiche, gente che usa e che scarica..

Insomma, sembra tutto pesantemente assurdo. Tutto così assurdo che sembra non ci sia niente di bello. Ma ne siamo sicuri?
Olmi ci dice che non è così, anzi ci avvisa che se vogliamo tornare a "vivere" dobbiamo assolutamente ritrovare il bello. Una bellezza che per lui non è la cosa da guardare, celebrare e non toccare, ma la gioia. Perché è al contrario: è la gioia che fa la bellezza, in primo luogo nostra.
Ricercare la gioia, tornare a provare gioia, tutto questo innamorandosi della vita. Per Olmi, è la vita in se che merita di essere oggetto di innamoramento. "Non basta innamorarsi di lui o di lei", ripete più volte - sebbene l'Amore sia una delle cose fondamentali e quando c'è proprio quel Lui o quella Lei che condividono tutto con te sognando insieme è pazzescamente fantastico - dobbiamo innamorarci di ogni piccola cosa che ci stupisce, che ci piace, ci sorprende, perché "se siamo innamorati della vita, e la vita merita di essere oggetto di innamoramento la gioia appare da sola".

Spesso, le piccole cose delle quali ci dovremmo innamorare non si vedono perché il pessimismo e la quotidianità, come detto sopra, hanno offuscato in noi completamente la vista. La monotonia quotidiana, gli orari allucinanti, l'impossibilità di fermarsi a pensare: tutto questo rende la vita senza sorprese, se non quando ritroveremo piccole grandi opportunità di innamorarci. Olmi addirittura ci ammonisce. Davanti a tante cose brutte, la vita ci offre quelle piccole cose che possono darci gioia, e vanno vissute pienamente.
Ognuno di noi ha un percorso di vita particolare: persone, situazioni, fatti, emozioni, prospettive. Non ci sarà mai una vita così pesante e brutta: il nostro compito è accettare la vita come ci è stata offerta, perché ognuno di noi, nella nostra storia, di cose che ci fanno innamorare ne abbiamo trovate e ne troveremo: opportunità che se non coglieremo le rimpiangeremo.

Una ricetta che per Ermanno Olmi sa anche di progresso. Pensiamo che il progresso sia solo quello tecnologico, o anche le nostre vite possono essere esse stesse "progresso"? Intendiamo questo vocabolo nella sua vera natura, quella di "crescita", di "nuove cose che ci fanno andare avanti". Ecco. "Guai se il progresso è solo accrescimento di beni e tecnologie. Esso è una scoperta sempre nuova della realtà che abbiamo intorno, una indagine del mondo che ci sta intorno che parte dalle persone che ci sono più vicine".
Quante volte abbiamo distrazioni e ci scordiamo delle persone a noi vicine, che nella loro stima, affetto, amore, nei nostri confronti meriterebbero la giusta attenzione? E quante volte ci scordiamo di vivere anche una piccola cosa bella, che vada dal contemplare un tramonto a una notte d'estate in spiaggia ad un mio successo perché ho vinto una mia battaglia difficile?

Anche questo è progresso. E' la crescita di un "se" che ritrova gioia, e quindi bellezza. Scoperta, e quindi conoscenza. Sorpresa, e quindi rottura della monotonia. Perché "se non ci innamoriamo della vita attorno a noi pensate quante opportunità sprecate per essere felici…"

Credo che a tutto questo, sinceramente, ci dobbiamo pensare. Perché quella negatività di cui sopra, è anche effetto nostro che abbiamo lasciato che il nostro sguardo si concentrasse solo sul negativo. Per questo bisogna ripartire. Bisogna rifarlo nel guardare alle piccole e grandi cose, nello scordarci durante la giornata a ciò che è pesantezza godendo della presenza di chi ci ama, chi ci stima, e di ciò che la vita ci mette davanti di bello.

Nella vita così come nella politica, nel lavoro, nell'impegno quotidiano. Non c'è solo negatività, ci deve essere anche coraggio. Innamoriamoci anche di un sogno, di un obiettivo, di una prospettiva, di un futuro, e sarà più facile raggiungerlo.

Anche la política, per Olmi, è qualcosa di fantastico. E non c'è nemmeno da commentare. C'è solo da ricopiare esattamente ciò che lui ha detto, che si commenta da se.

"La democrazia è impegnativa, è nata proprio per impegnare ciascun cittadino, non è nata per darci soltanto l'appuntamento elettorale… è che noi dobbiamo praticare, mettere in atto la democrazia ogni giorno, in ogni azione, in ogni opportunità, Camus dice giustamente ' se vuoi che un pensiero cambi il mondo, devi prima cambiare te stesso' ecco… se vuoi vivere in una società che sia realmente democratica - e la democrazia vale come una religione perché si basa sul rispetto degli altri, allora questo rispetto degli altri che cos'è se non un atto di amore? Se ciascuno di noi vivrà secondo l'amore della democrazia noi finalmente costruiremo una società civile, e non chiedetemi cosa penso oggi della classe dirigente…"

Insomma, più chiaro di così.. Che dite, la vogliamo rivivere questa gioia sotto tutti gli aspetti? Da un tramonto al.. nostro obiettivo?

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