Se il giovane si sbraccia e dà vita alle cose (e ha coraggio)

Di Simone Digrandi - Spettacolo, evento, creatività, vitalità: in quest'ambito così complesso fino a poco fa era un tempo, inutile quanto assurdo, quello dell'eterna attesa. Quello durante il quale tutto era sostanzialmente immobile, e l'unica cosa che poteva definirsi viva era solo ed esclusivamente la 'lamentela'.
Abbiamo passato tanti anni, giovani e non, a lamentarci, in questa città e non solo. Un continuo ripetere incessantemente i soliti luoghi comuni misti a quella incapacità di "mettiri u itu nta l'acqua caura" dettata forse dal poco coraggio o dalla difficoltà ad intravedere una speranza, o da un pessimismo costante e continuo che ci impediva di vedere le cose come stanno. Erano i tempi del' "a Ragusa non si fa mai niente!" del "Nessuno riesce a organizzare nulla!" e del "La città è morta!". Forse doveva venire questa crisi totale, al punto che niente venisse più messo in cantiere, e forse doveva avvenire un piccolo grande miracolo: sta di fatto che oggi, settembre 2013, possiamo permetterci di dire qualcosa che ci fa pensare come non sempre il pessimismo la fa da padrona, e che in certi casi nasce un coraggio così particolare quanto improvviso.
E' il coraggio di diversi ragazzi di questa città, che nel 2013 sembrano potersi prendere la possibilità di scrivere righe diverse.
Sono le righe scritte da giovani che, nelle loro associazioni e realtà così come a partire dall'animo di ognuno di loro -fatto di pasta diversa e nuova- hanno cercato di fare qualcosa di buono. Sono le strade tracciate da chi ha riscoperto la bellezza della ragusanità, di un concetto di "essere cittadino" che doveva assolutamente tornare ad essere "creatore di qualcosa di buono" e non futile spettatore di un capoluogo fermo e "pieno di vuoto".

E oggi i risultati possono dirsi tali, sebbene vadano assolutamente considerati come un punto di partenza, non di arrivo. Ma sta di fatto che una cosa è certa. I ragazzi hanno preso in mano la situazione, non rappresentando più una generazione allo stato vegetativo, ma una realtà che ha deciso di sbattere i pugni sul tavolo ed esprimere un concetto preciso: "Non si fa niente? Ora organizziamo noi!".
Proviamo a riepilogare un attimo cosa è successo.
A Febbraio di quest'anno, sono i ragazzi di Youpolis a fare una prima piccola azione. Una serie di comunicati, uniti ad alcuni eventi organizzati a fine di 'dimostrare' un po' quanto valessero alcuni ragazzi, focalizzano l'attenzione su quella che è una prima denuncia, o meglio una "classica lamentela" che va "oltre" la semplice denuncia: non c'è nulla che dà spazio ai giovani, ci siamo dimenticati del fatto che 'sanno fare arte' e possono dare tanto. Bisogna invertire la rotta. Per fare questo, vengono organizzati due eventi tra il 9 e il 10 febbraio.
Lo stesso appello viene fatto anche all'interno del Liceo Scientifico Enrico Fermi: viene organizzata una particolare assemblea d'istituto chiamata "Continuare a fare arte qui", nel corso della quale diversi artisti noti e di rilievo raccontano la propria esperienza incoraggiando i ragazzi e stimolandoli a "crederci" ed andare avanti.
Ma proseguiamo. A Marzo, la giornata della memoria e dell'impegno per la legalità. In questo caso, l'organizzazione dell'evento è spalleggiata da alcuni docenti e da associazioni sindacali, ma sono loro, i ragazzi, di più di dieci sigle, a mettere in campo tutti gli aspetti operativi nonché la natura stessa della manifestazione, in particolare dando vita ad un primo spettacolo in Piazza San Giovanni con numerosi gruppi musicali e momenti di riflessione. Tutto questo senza dimenticare che una manifestazione in tale periodo c'è sempre stata, vale a dire la Giornata dell'Arte e della Creatività Studentesca, che viene messa in cantiere e realizzata nonostante le difficoltà.
A Maggio, cinque associazioni giovanili organizzano un incontro con i candidati a Sindaco di Ragusa. In quella occasione - in cui si riempì tutto l'Auditorium della Scuola dello Sport - tra le diverse proposte contenute nella carta d'intenti, la richiesta ai candidati di 'ricordarsi' dell'arte e dell'espressione giovanile, assolutamente da valorizzare. Una richiesta di dar voce e spazio, sebbene qui, a prescindere, la tendenza è diversa: muoversi comunque, senza se e senza ma. A Giugno, sono nuovamente i nostri ragazzi di Youpolis a decidere di fare la voce grossa, ma in una maniera diversa: dare vita ai primi "stati generali dell'arte giovanile" con il convegno "Lo Stato dell'Arte: questioni e sfide dell'essere creativi oggi." Non una manifestazione, quindi, ma un momento di riflessione. Vengono convocati diversi rappresentanti delle varie forme di arte per discutere insieme, tra virtù e difficoltà, arrivando a tracciare conclusioni e prospettive ben definite.
Ma è a cominciare da Luglio che le cose prendono un verso diverso e ancora più determinante. Arriva il momento in cui l'evento, inteso come "quello consistente", la manifestazione pubblica e aperta, viene totalmente messo su da giovani motivati e pieni, davvero, di "coraggio". Viene messa in cantiere la seconda edizione del Mazzarelli Art Festival, promossa, organizzata e valorizzata interamente dai ragazzi, a cominciare dal direttore artistico Antonio Carnemolla, che con i suoi collaboratori, riesce a dare vita all'evento in una maniera davvero "di sostanza". E' qui la rottura, è qui la novità. E' una manifestazione che supera ogni ostacolo e ogni dipendenza, legandosi - ovviamente - a chi può sostenere la cosa ma promuovendo tutto "dal basso", dall'iniziativa dei singoli.
Agosto è il mese aperto dal Mazzarelli e chiuso da un'altra grossa scommessa operata da un gruppo di ragazzi. Si chiama "Sangiovart", ed è la nuova dimensione aperta all'arte giovanile dei festeggiamenti del Patrono di Ragusa. Come si sa, l'intera festa, da 4 anni, è già organizzata da un gruppo giovanissimo che ha fondato il nuovo "Comitato", ma quest'anno c'era un'altra sfida: quella di permettere ai giovani di utilizzare il momento collettivo della festa patronale come palcoscenico per la loro espressività. E per questo, nasce un progetto ben preciso e organizzato, che apre alla collaborazione di ulteriori forze giovanili e partner artistici, per dare vita a due contest: quello fotografico e quello musicale. Sedici giovani fotografi espongono al Museo della Cattedrale; nove band giovanili si "sfidano" in Piazza valutati da 8 giudici, selezionati tra le eccellenze musicali della Provincia. Per la prima volta, il 28 Agosto, vigilia della festa, diventa un momento interamente dedicato all'espressività - unitamente alla sfida musicale, viene infatti intervallato il tutto da altri momenti dedicati sempre all'arte giovanile, tra cabaret, danza e molto altro - . Poche settimane e una band musicale in crescendo, i ragazzi del'"Onorata Società", impostano un grosso concerto di presentazione del loro primo cd, in quel di Piazza Chiaramonte a Ibla, serata davvero indimenticabile per afflusso di pubblico e magia unica. E ad un mese esatto da tutto questo, alla data in cui scriviamo siamo esattamente alla vigilia di un'altra, grande scommessa, che si chiama Birrocco: per la prima volta i giovani mettono su una vera e propria tre giorni "grossa" di festa, che coinvolge tutto il centro storico tra birra, musica, e divertimento. Per tutto questo sono stati richiamati tutti gli artisti di rilievo e conosciuti della zona, insieme a special guest di tutto rispetto. Una manifestazione che siamo certi avrà il suo notevole riscontro.
Questi gli eventi, ma come non dimenticare tante altre cose che sono state fatte: pensiamo ai lungometraggi organizzati totalmente da produzioni giovani ragusane, alle diverse mostre, estemporanee, istallazioni, di giovani artisti, ai successi del laboratorio teatrale Dionysos che ha messo in scena più volte le proprie produzioni, fino al recentissimo evento dedicato alla donna interamente messo in opera dal giovane staff del Museo della Cattedrale. Senza contare poi altre iniziative di tipo diverso ma parallelamente significative.

E non è finita. Tra poche settimane verrà presentato un progetto multimediale che, in diverse puntate, racconterà la storia di artisti locali di successo, in una maniera tutta particolare e nuova.

La sintesi di tutto questo, dunque? La forza di ragazzi che non sono stati a guardare, che hanno deciso di non aspettare più, di affrontare tutte le difficoltà del caso (e vi assicuriamo che sono davvero tante, sotto tutti i punti di vista, dal burocratico al tecnico all'imprevisto dell'ultimo minuto) e di sbracciarsi, per creare qualcosa di nuovo, per fare vivere una nuova primavera. Come detto, non si tratta di un punto d'arrivo, ma di partenza: ciò che è stato messo in opera dovrà ovviamente continuare a vivere negli anni a seguire, facendo tesoro magari degli eventuali errori (o delle necessità di eventuali migliorie ed allargamenti) delle prime edizioni delle manifestazioni. Una cosa è certa. Una nuova generazione ha deciso di fare da sè, e se chi fa da se fa per tre, il risultato è di tutto rispetto.
Promuovere in autonomia, però, non vuol dire "restare soli". Se l'impulso, l'operatività e le idee vengono da noi, ciò non vuol dire che non siano necessari appoggi istituzionali e aiuti sotto tutti i punti di vista: il successo di queste operazioni, semmai, deve far capire a tutte le amministrazioni locali, ai commercianti, agli addetti ai lavori e non, che i ragazzi vanno sostenuti, appoggiati, affiancati, sotto gli aspetti della sostenibilità finanziaria e di quella logistico-burocratica. Perché i problemi sono tanti, e un aiuto "di sostanza" è più che necessario. Ma con sinergia e positività, è possibile farcela.

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