Se "non dipende da me" (e allora non ti lamentare)

Di Simone Digrandi - L'avevo detto in maniera un po' provocatoria, durante l'intervento alla prima presentazione di "Dipende da te" divenuto libro, il 3 gennaio scorso: se ci lamentiamo tutti dei comportamenti sbagliati degli altri, fondamentalmente allora non siamo tutti in preda a comportamenti sbagliati? E da questo circolo vizioso, c'è modo di uscirne? Guardando la citazione che pubblico in questo articolo, e che ho beccato grazie ai numerosi miei 'follower' di Instagram che l'hanno repostato o pubblicato con una screen, penso che sia tutto così tanto chiaro che i commenti, o le spiegazioni, siano ben poche. La tendenza è peggiore di quanto pensassi, ed in molti casi c'è una volontà chiara: davanti agli altri che sbagliano, io continuo a sbagliare, ovvero se io ho un carattere di merda, continuo a tenermelo dato che gli altri ce l'hanno pure. Bene, ma allora se tutti facciamo questo ragionamento, come se ne esce? Un paragone sarà utile.

Siamo in un'aperta campagna con un pugno di amici, tutti buttati sulle sdraio in un giorno d'estate. Il caldo è torrido, ognuno di noi ha sete, abbiamo finito tutte le scorte di acqua, e l'unica soluzione per rifocillarsi è prendere una brocca e raggiungere nel pozzo distante una decina di metri. Chi ci va? Nessuno riesce ad alzarsi dalla sedia, troppo caldo, troppa stanchezza. Nessuno di noi pensa di fare questo sacrificio: se gli altri rimangono sulla sdraio, perchè ci devo andare io? E fu così che per la disidratazione rischiammo il pronto soccorso.

Hanno tutti sete di amicizie vere, coerenti, di rispetto, aiuto, sostegno. Di un amore vero, dove l'altra persona è costante e fattiva, della quale ti puoi fidare. Ma tu, in tutto questo cosa fai? Nessuno pensa a fare il primo passo, e se la diciamo con l'esempio fatto, nessuno pensa di dover essere quello che può dissetare (finalmente) gli altri, con il proprio scatto di coraggio o con il proprio esempio. E la cosa che più mi intristisce è vedere post come questi, pieni di like e di condivisioni, dove si continua ad affermare non solo che si "odia la gente" come in molti altri casi, ma che se gli altri non cambiano tu non farai altrettanto. Senza capire che è proprio se si parte al contrario che i rapporti cambieranno. 

Il punto è che siamo pronti solo e solamente ad additare gli altri, senza pietà, senza capire che un gesto nostro può cambiare i rapporti con le persone. Ho visto amicizie e rapporti di coppia sgretolarsi proprio perchè si contestano all'altro errori quando chi lamenta la cosa, ha messo in atto simili comportamenti o ha posto in essere cose talvolta più gravi. Siamo tutti molto bravi ad accusare una vittima di stupro, dicendole che "se l'è cercata" ma quando ad essere "stuprato" è il nostro cuore, perchè l'altro si è decisamente rotto i cosiddetti e ha deciso di andarsene, non ci pensiamo che è con il pieno egoismo interiore, e la nostra impossibilità di riconoscere i nostri comportamenti di merda, che "ce la siamo cercata". Ma noi, davanti a tutto questo, non faremo nessun esame di coscienza. Anzi, torneremo a condividere sui social un'altra frase: "prima o poi tutti se ne vanno".

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