Il bene si fa in silenzio o il silenzio non fa bene?

Esporsi al pubblico, salire su un palco, dire certe cose a voce, virtualmente o in entrambe le maniere, fare una buona azione e raccontarlo pubblicamente, non sono certamente cose facili: serve coraggio, forza, devi vincere l'ansia e la paura; ma spesso tutto diventa più complicato se oltre a questo devi anche andare dietro a chi ti attacca perchè ritiene che tutta questa tua esposizione - virtuale o reale che sia - non rappresenti la cosa giusta. A prescindere, perchè lo fai.

Ci ho riflettuto tanto, in queste settimane: ho pensato a chi, come tanti ragazzi che conosco, stanno girando l'Italia in lungo e in largo lanciando messaggi importanti sulla legalità, l'altruismo, la risoluzione di problematiche di una certa sostanza; o a chi come me gira in Sicilia da qualche tempo (cosa insignificante rispetto a tante altre avventure di un certo peso) ma sopratutto a chi, molti anche giovanissimi, si stanno affacciando da poco nel mondo di "chi vuole dire le cose" e magari rischia di soccombere davanti a critiche e attacchi. E' anche vera una cosa: l'esposizione pubblica, le parole che colpiscono, l'essere invitato in più posti a parlare, il consenso, i complimenti, sono cose che rischiano di "fartela sentire grossa" facendoti dimenticare quale sia la missione che hai scelto.Ma tutto questo non giustifica automaticamente chi, "a prescindere" ti dice che è sbagliato farti vedere.

Allora, forse, è venuto il momento di chiarire un po' di cose su entrambi i fronti. Perchè chi critica forse sbaglia, ma anche chi si muove pubblicamente può anche fare qualche errorino...

Partiamo quindi dal caso concreto: una persona decide di metterci la faccia lanciando messaggi positivi pubblicamente, oppure ha fatto/continua a fare una/più buone azioni, che diventano di pubblico dominio. Se ne parla molto e arrivano persone che gli rinfacciano che "il bene si fa in silenzio", o che "dire a tutti queste cose non è segno di umiltà" o gli si contesta - magari dopo aver visto tanti interventi pubblici o foto e video veicolati via social - che "lo fai solo per farti vedere" magari parlandone male in giro per la serie "eh, quello lo fa solo per pavoneggiarsi, guarda come se la sente..."

Benissimo, a chiunque dice o sostiene, o sostiene ma non dice, queste cose (o magari non te lo dice in faccia ma vieni a saperlo per vie traverse, che coerenza eh!) che rispondiamo? Ci ho pensato, e per diversi giorni, sia riprendendo un passaggio che avevo già inserito all'interno del mio libro, che anche ripensando a molte vicende che sono capitate. E sono arrivato alla conclusione che possiamo rispondergli a nostra volta con non una, ma ben tre domande.

La prima cosa che gli chiederemo è: ma sai realmente cosa lo spinge a fare tutto questo?

Diciamocelo chiaramente: nessuno di noi può leggere menti e cuori degli altri, può solo trarre conclusioni dai comportamenti: perchè giudicare o, in fase proprio estrema, dare per scontato che l'altro fa sicuramente quello che diciamo noi? Non può essere che l'altro si stia muovendo perchè crede realmente nel valore di ciò che fa? Perchè ha deciso di darsi una mossa e lanciare un messaggio? Perchè chi ci mette la faccia per fare buone azioni o dire cose importanti e talvolta scomode potrebbe anche farlo perchè non vuole "farsi vedere", ma "far vedere", ovvero "mostrare qualcosa di importante": nel primo caso tu utilizzi qualsiasi cosa hai sotto mano per mostrare te stesso e raccogliere più bravo/figo/like possibile, nel secondo tu utilizzi un mezzo per mostrare alla gente una soluzione, un esempio, una risposta, una buona idea, un messaggio: magari chi alza la voce o gira l'Italia per raccontare qualcosa lo fa perchè ha conosciuto una sfida, una sofferenza, una scoperta, un qualcosa che gli ha aperto gli occhi al punto di voler aiutare gli altri, non può essere? Perchè dobbiamo sempre pensare che sia scontato che gli altri abbiano dietro le proprie azioni comportamenti distorti o egoisti? Non può essere che dietro ci sia solo una bella volontà di ascoltare, consigliare, aiutare, incoraggiare, totalmente priva di secondi fini?

La seconda domanda: hai notato in lui certi atteggiamenti strani, o c'è stato un fatto che lo ha smascherato?

Chiaramente può pure essere che chi critica abbia ragione, ma solo ed esclusivamente se chi è esposto pubblicamente venga "sgamato", ovvero sia evidente che faccia tutto questo per secondi fini o venga scoperto che faccia totalmente l'opposto. E' chiaro: si potrebbe partire con le migliori intenzioni e poi essere travolti, come quando bevi un vino buono partendo con l'idea di gustarlo per poi farti travolgere, ubriacarti e perdendo il controllo. La fama è bella, gli applausi e i like sono una soddisfazione e talvolta realmente si perde il controllo.
I segni che una persona stia esagerando - passando dal veicolare buoni messaggi al pavoneggiarsi - tal volta sono evidenti, ad esempio quando:

  • Inizia a parlare su facebook a sproposito: sulla propria pagina, apprezzatissima per i messaggi positivi che lancia, inizia a pubblicare stupidate o cose che c'entrano poco. E' il segno che sta forse partendo un po' di ubriacatura, che sta iniziando a sentire il bisogno di provare sensazioni di consenso fine a se stesse...
  • Da un certo punto in poi condiziona la presenza in convegni ed eventi ad esigenze finanziarie: insomma, oltre i big like, comincia ad avere voglia dei big money: e non mi riferisco ad eventuali rimborsi spese per viaggiare e raggiungere luoghi lontani (ci mancherebbe, quelli sono giustissimi) ma a cifre extra, la cui richiesta viene inoltrata in modo stizzito, del tipo "eh, ma io ormai sono conosciuto, il mio messaggio inizia ad avere un prezzo..."
  • Si fa vedere ovunque, e non mi riferisco a scuole o eventi in cui lanciare messaggi positivi: eccolo partecipare a eventi mondani dove magari cerca la prima fila o posti e situazioni d'onore. E' il segno che ricerca altro... 
  • Accetta di diventare testimonial per strani prodotti o iniziative che non c'entrano nulla, minimamente, con la persona, la sua storia, il suo messaggio (a meno che non lo faccia per destinare il ricavato a qualcosa di importante a livello sociale, o che si tratti, appunto, di una cosa carina, in linea con la sua storia, poi se si tratta di una start-up di giovani chiaramente è una cosa meravigliosa!)
  • Cammina per la città in maniera strana, schivando tutti, occhiali scuri, atteggiamento da divo... E' il segno che ha la consapevolezza di non essere tanto uno "strumento importante" quanto "importante in se"
  • All'interno di un evento impone tutto, ed è stizzito se le cose non si fanno come dice lui, richiedendo espressamente come svolgere il tutto con saccenza e indifferenza alle indicazioni di chi organizza; cosa ancora peggiore se arriva a pretendere che non ci siano altre persone, specie se c'è qualcuno che potrebbe fare da contraddittorio;
  • Venga scovato da fatti concreti fare l'esatto opposto o abbandonarsi a pratiche e comportamenti illegali. Qui non ci sono commenti... e rimane una totale delusione, perchè si scopre che la persona, invece di essere strumento per gli altri, ha strumentalizzato la sua posizione...

Allora tu che critichi, se hai notato anche solo uno di questi elementi fai bene, anzi devi avere la funzione di campanello d'allarme. Ma se tutto questo non accade, e quella persona sta proseguendo con costanza e umiltà in quello che fa, che critichi a fare?

La terza - e la più importante: ma se il bene si fa nel silenzio, la collettività dove lo prende un buon esempio?  

Perchè il bene va nascosto, e chi delinque o è una nullità per ciò che fa può andare in TV trattato come un vip? Eh no, mi dispiace, ma se già siamo circondati di cattivi esempi, chi fa del bene non può non dirlo, e non per vantarsi e per ricevere i "che bravo", ma per farsi strumento, per dare l'esempio, per spingere gli altri a fare anche di meglio!
In un mondo in cui molti non sanno in cosa credere o cosa possono fare di buono, e fanno rumore solo gli esempi sbagliati, non c'è cosa più importante di tirare fuori il lato positivo di ognuno di noi, semplicemente per indicare una direzione agli altri e non per gloria. In questo momento è cosa fondamentale - e forse doverosa - l'essere più "cartello autostradale" e meno "cartello pubblicitario": in entrambi i casi la gente ti guarda, ma nel primo tu sei lì solo per indicare una direzione, non per promozionare te stesso, e non hai altro fine: e la soddisfazione non è ricevere applausi o big like, ma guardare i sorrisi dei giovani che si incontrano in cui si è accesa dentro una speranza, e magari continuare ad ascoltarli e seguirli se chiedono sostegno: e non è la persona in sè a permettere tutto questo, è il proprio messaggio, esempio, azione: lui è solo strumento, è come un canale che porta acqua ai campi. La sostanza è l'acqua, non il canale...

Poi ce ne sarebbe una quarta, che però è scontata... non è che lo fai per invidia? Qui non c'è tanto da rispondere, se non dire una cosa chiara e precisa, senza mezzi termini: tu che critichi, vedi che lui ha consenso per le cose belle che dici? Invece che provare disprezzo, prendi esempio, e vedi se in qualche maniera anche tu puoi farti veicolo di cose positive, anche se non hai le stesse capacità sue.. anzi, magari ne hai altre!

E quindi altro che bene in silenzio: bisogna fare chiasso, casino, come si dice dalle parti mie "burdello", raccontando le belle cose, il coraggio, la tenacia, la volontà, l'idea che è maturata e ha prodotto cose buone. Tutto questo, chiaramente, parlando non con superbia ma con umiltà di quello che abbiamo avuto le palle di fare, e facendolo non con il pensiero che chi abbiamo davanti è un mero uditore, che è lì solo per applaudirci, ma con la convinzione che davanti abbiamo gente che può e deve cambiare grazie a noi: abbiamo una enorme responsabilità su chi ci sta ascoltando, perchè potrà prendere esempio e magari, fare anche meglio di noi, addirittura superandoci. Magari!

Il buon esempio non deve tacere, ma è anche vero che non deve generare applausi e gratificazioni: deve moltiplicarsi in ulteriori esempi e buone azioni, diventando trasmettitore di belle cose: solo così, solo grazie a chi racconta la propria storia ed incita a fare cose importanti, sarà chiaro a molti quanto sia importante oggi mandare a quel paese la noia e la rassegnazione e pensare a cambiare le cose a combattere per un'idea, ad aiutare gli altri, a fare, davvero, quel bene che non può non far rumore.

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