Dipende da te

Tentativi di riflessioni pseudo-sociologiche del nostro Simone Digrandi. Una sorta di analisi introspettiva, per una certezza: in un mondo che non fa autocritica, nessuno di noi si rende conto di quanto il proprio modo di vedere - e gestire - cose e rapporti umani sia causa di tante cose, positive e negative. "Dipende da te" è anche un libro, pubblicato a Gennaio 2016 da Wordmage Edizioni.

Il bello, la gioia, la speranza: l'innamorarsi della vita. Istruzioni per l'uso di Ermanno Olmi

Di Simone Digrandi - Se in un campo totalmente andato a fuoco improvvisamente sbuca un fiore, non saremmo i primi a volerlo cogliere e, odorandolo, avvolgersi da qualcosa che non si sentiva da tempo, pensando che non tutto è perduto?
E' la sensazione che ho provato domenica sera, guardando ventuno minuti di grande quanto inaspettata televisione. Nei giorni in cui il piccolo schermo è un campo di battaglia, in cui un B. privo di ogni coerenza semina l'inseminabile propinando nuove vecchie illusioni, in cui tutto il resto della politica italiana si danna, dannando anche noi nella più totale confusione, per dare forma all'ipotesi di un 'futuro' politico che non sappiamo ancora che essenza avrà, in cui non si parla altro che di "crisi", di "crisi" e ancora "crisi", sebbene ci siano centinaia di giovani che lottano cercando di trovare altre soluzioni maquestonooonimporta, per una volta, davanti a quel piccolo misero schermo, mi sono trovato davanti a parole di speranza. Erano quelle del regista Ermanno Olmi che, ospite da Fazio, per ventuno minuti, forse veramente pochi, ha stravolto il solito incoerente andare della tv che propina sempre la stessa cosa, parlandoci di ben altro: un modo totalmente nuovo di leggere la vita.

In un momento in cui tutti ci siamo persi, lui racconta di altre vie, altre logiche, talmente belle nella loro semplicità, ma che mai abbiamo pensato di vivere. O meglio, ci siamo scordati di vivere. La verità, infatti è che ci siamo dimenticati di molte cose che questo mondo ci ha regalato, e le abbiamo soffocate totalmente.

Leggi tutto...

Le quattro giornate dell'estremo giovanile

Sono quattro, le giornate che distanziano tra loro due eventi, così diversi ma così estremi. Momenti totalmente e assurdamente incompatibili quanto differenti. Nell'arco di quattro giorni, due comportamenti diversi, che in entrambi i casi hanno rappresentato ciò di più assurdo si potesse vivere, tutto a discapito di ciò che realmente dovremmo fare.

Sabato 10 - Mercoledì 14 Novembre 2012: in altre parole, siamo passati dalla stupidissima mobilitazione di trentamila persone per ballare una nullità di disco, alla violenza ingiustificata e agli scontri tra giovani e forze dell'ordine. Morale della favola. In nessuno dei due casi, è stato fatto qualcosa di costruttivo. O meglio, nel secondo caso c'erano tanti giovani che volevano manifestare per una cosa seria, ma le violenze operate da non-si-sa-chi hanno rovinato tutto.

E' per questo che oggi scriviamo. Per dire chiaramente che in quattro giorni si è fatto tutto e il contrario di tutto, ma niente di ciò che serviva ai giovani di questo Paese.

Leggi tutto...

C'è chi dà ragione ai trentamila. Perchè non è così.

Di Simone Digrandi - Sapete benissmo come Youpolis si è, da diverse settimane, espressa contro tutte le iniziative di flashmob svolte in questo periodo drammatico, iniziative che per adesso non hanno senso. In particolare, su tutti i casi in cui migliaia di persone scendono in piazza per ballare il brano del momento. E lo abbiamo fatto ritenendo che "non è il momento", ovvero che ci sono "molte cose più urgenti per cui andare in piazza".

Bene, in queste ore abbiamo rinnovato il nostro disgusto per un flashmob ancora più grande, quello dei trentamila in Piazza del Popolo a Roma. Abbiamo ripubblicato la nostra precedente riflessione e abbiamo rinnovato uno sdegno ben preciso. E ci siamo imbattuti su questa foto, pubblicata dalla fanpage facebook "Il disgustato". Siamo andati, per curiosità, sulla pagina, per capire che riscontro avesse avuto una cosa del genere. E infatti, da come viene commentata, ci stupiamo, perchè molti danno ragione a chi a Piazza del Popolo c'era. Ovviamente noi non ci stiamo, e vogliamo dire la nostra. Ecco perchè scriviamo nuovamente a tal riguardo.

Leggi tutto...

Manuale della serena convivenza (e coerenza d'azione)

Di Simone Digrandi - Una sfida: quella di realizzare qualcosa di troppo ma troppo speciale. E' quello che unisce le persone: gruppi, associazioni, partiti, movimenti. Una forma qualsiasi, un'essenza chiara: centrare l'obiettivo che accomuna menti diverse con lo stesso desiderio nel cuore. E' una virtù riuscire a fare questo. E un dono prezioso è il compagno che vuole condividere con te quella sfida. E' tutto bellissimo, quando si parte: entusiasmo, voglia di fare, idee che si accavallano l'una sull'altra, promozioni, belle frasi, tanto tanto colore, sia nella grafica sia nella mente.

Ma non basta l'entusiasmo. Un gruppo di persone è accomunato da qualcosa, ma deve anche mettere sul tavolo le diversità. Non siamo uguali, per niente. Se l'obiettivo è comune, ci sarà sempre qualcosa, anche un minimo, quasi inconsapevole aspetto, sul quale non la penseremo allo stesso modo. E, sempre se l'obiettivo è comune, non vuol dire che sia facilmente raggiungibile. Specialmente se non guardiamo agli errori che potremmo fare. Gli errori, questi sconosciuti! Specie quelli fatti inconsapevolmente, specie se la colpa è nostra che non ci pensiamo su. Non ci riflettiamo, spesso, sui nostri comportamenti. Li lasciamo andare, perché pensiamo di essere sempre dalla parte della ragione, quando invece proprio un nostro errore, comportamentale o "di scelta" rischia di rovinare tutto. Come fare a non sbagliare? Ci proviamo con questo articolo.

Leggi tutto...

Caro Ministro, non puoi dire parole che sanno di rassegnazione.

Di Simone Digrandi - Lo sappiamo, che dobbiamo accontentarci. Non ci volevano le parole di un Ministro, per capire che attualmente il lavoro dei nostri sogni... ce lo possiamo sognare. Lo sa chi, come me e tanti altri amici, ha la laurea appesa ad un muro - anzi le lauree se consideriamo le specialistiche - e se le può solo guardare, perchè fa altro. Lo sanno tutti quelli che hanno studiato nelle migliori università e che ora devono ritenersi fortunati, se lavorano come commessi al centro commerciale o servono gli ultimi nuovi panini al McDonald's. Lo sanno tutti quelli che, come me, il lavoro se lo sono dovuto inventare. Lo sanno quelli che per anni e anni hanno studiato per diventare la classe dirigente della pubblica amministrazione 2.0, che sanno come lavorare concretamente per le politiche pubbliche e che hanno dovuto fare altro. Noi un concorso pubblico ce lo scordiamo, noi un posto da segretario comunale, dirigente di settore, funzionario, ce lo sognamo. Per questo, le parole del ministro Fornero non sono una novità. Il problema, caro Ministro, è che un componente del governo non dovrebbe dirci "così è, se vi piace", o detta alla siciliana, "chista è a zita", unitamente ad un più italico "o ti mangi questa minestra o ti butti dalla finestra". Da un ministro non puoi sentirti dire "ti accontenti".

Leggi tutto...

Flashmob su brani stupidi? No grazie, noi vogliamo la mobilitazione

Di Simone Digrandi - L'espressione giovanile è il caposaldo di tutte le attività che noi vorremmo esaltare. Ma quando questa intralcia, perdendosi, smarrendo il senso, noi non ci stiamo. Siamo quelli che, tra i nostri principi, vogliamo dare massimo risalto all'arte dei giovani, sotto tutte le forme e le specie. Ma quando si esagera, quando si mette al primo posto l'espressione e si perdono gli obiettivi, non va bene. Veniamo ai fatti su cui non siamo d'accordo. Nei giorni scorsi, in Sardegna, migliaia di giovani si sono radunati, grazie a Facebook, in una piazza, per fare un flashmob con il brano "Gangnam style", a detta di chi scrive sicuramente di dubbia qualità - sintomo, tra l'altro, di un tracollo totale dei gusti dei ragazzi di ora, che nel paese dei grandi gruppi musicali e dei grandi cantautori, danno adito a singoli come questo, come del resto "Ai se eu te pego" e molte altre meteore pseudopop del momento - Vediamo cinquemila persone ballare questo disco, e vediamo che per fare questa cosa - che di artistico ci ha ben poco, naufragando nel consumistico commerciale della solita musica scadente - i ragazzi in piazza ci scendono eccome. Ecco, è questo che ci fa riflettere.

Leggi tutto...

La sottile linea tra il "nuovo" e il "ma chistu, cu è?"

Di Simone Digrandi - Siamo giovani, e siamo i primi a voler il cambiamento. Siamo i primi a dire con fermezza che il "nuovo" deve essere protagonista, che deve entrare appieno nella macchina politica in ogni sede, e siamo i primi ad aver incoraggiato, nell'ultima osservazione sul fenomeno Grillo, ognuno a darsi da fare e ad essere "il nuovo".

Ma cosa è il nuovo? Lo abbiamo detto: giovani o meno giovani che con idee nuove e proposte realmente realizzabili si formano e agiscono chiaramente. Se poi aggiungiamo una buona dose di consenso, oltre a tutte le attività possibili realizzate in maniera civica, questo nuovo può essere chiamato a ricoprire le posizioni giuste, diventando in grado di tradurre nel concreto tutte le idee in atti amministrativi e realtà che cambia.

Il consenso, appunto! Non basta essere "nuovi". Finchè si cresce in un associazione e si portano avanti attività ed eventi, gli ingredienti essenziali sono spirito di gruppo, intraprendenza, vivacità, freschezza, voglia di fare, idee, preparazione. Ma nel momento in cui devi proporti ad una comunità come "nuovo" per occupare posti rilevanti, le cose cambiano. il "nuovo" prima di esporsi deve già aver fatto capire chi è, cosa sa fare, come sa "essere nuovo perchè già un po' di nuovo lo ha eseguito" per intenderci.

Leggi tutto...

Caro Grillo, l’alternativa non sei solo tu.

Di Michael Massari e Simone Digrandi - Migliaia di persone riempiono domenica sera Piazza Libertà a Ragusa, tra chi ci crede e chi vuole solo capire “com’è u fattu”. Una marea di gente, simbolo efficace di quel popolo esausto, assetato di cambiamento, che vuole l’alternativa, e che nella ricerca di essa lega tutto questo unicamente alla figura di Grillo. Arriva in Sicilia un Beppe attivo, arrabbiato, stufo, che con le sue battute non lascia nell’angolino nessuno, tutti sono sotto processo. Se Garibaldi ai tempi era sbarcato a Marsala con i piroscafi, Grillo approda remando con le sue braccia, nuotando per una manciata di chilometri nello stretto: un’attraversata storica e simbolica perché come egli stesso ha detto, “se si vuole cambiare qualcosa veramente, nonostante gli ostacoli, si può”. Un Grillo che, come Leonida guidò i suoi 300 uomini alle Termopili a difendere la città, con il suo grido pomposo e ruspante presenta la candidatura dei suoi fedelissimi.

Un qualcosa che, però, vuole anche fare riflettere. Ci abbiamo pensato tanto, in questi giorni, e qualche parola, guardandoci attorno, vogliamo spenderla. Ma non c’è da criticare lui in maniera "oppositiva" o dire “che non va” come se fosse una sentenza. La nostra riflessione è ben diversa. E la vogliamo analizzare secondo alcuni distinti punti di vista.

Leggi tutto...

Le rubriche

IDEE A CONFRONTO

Contributi e riflessioni

   
FLUSSI DI COSCIENZA

di Corrado Schininà

   
DIPENDE DA TE

di Simone Digrandi

   
PILLOLE DI CULTURA
Autori, eventi, recensioni