Comunicare un sì – Contro la retorica del “è l’ultima occasione: meglio questo di niente”

Di Corrado Schininà - Che la riforma sia piena di difetti e punti critici lo ammettono un po’ tutti, anche i più strenui sostenitori del Sì. La stessa ministra Boschi ha più volte ammesso che la riforma non è perfetta e, in particolare, alla festa de l’Unità di Prato ha dichiarato che è «meglio qualcosa di imperfetto che niente».

Laura Puppato, in un articolo al Fatto Quotidiano, ha affermato che la riforma è un piccolo passo avanti con l’introduzione di un comma all’articolo 55, che spinge verso sistemi elettorali che contemplino la parità di genere. Nel corso del suo post è questa l’unica ragione presente per votare sì. Sicuramente la senatrice troverà altri elementi positivi nella riforma. Non credo tuttavia che agli scettici basti l’inserimento di questo comma per cambiare opinione su un testo che modifica ben quarantasette articoli della Costituzione.

Massimo Cacciari ha più volte affermato di votare sì, nonostante reputi la legge «una puttanata», «uno schifo», e così via. A mio avviso, il suo è un voto di disperazione. Lui discute da quarant’anni di architetture costituzionali senza che ci siano mai state modifiche sostanziali alla Carta. La ragione che adduce per il Sì è la paura di quello che accadrebbe se vincesse il No: brancoleremmo nel buio, in un clima di profonda instabilità politica. In altre parole, il filosofo lascia intendere che è meglio il cambiamento, sia pure caotico, rispetto alla stasi.

Personalmente, non condivido la posizione del “meglio questo che niente”. In materie così importanti e delicate non si può far valere la logica del meno peggio. Perché altrimenti la cura rischia di diventare peggio del danno. La nostra costituzione potrà anche essere ingessata, ma rimane un testo solido e garantista: sono queste le qualità più auspicabili per una qualsiasi legge dello stato. La nuova riforma, invece, nella più ottimista delle ipotesi viene definita imperfetta e confusionaria, nella più pessimista viene etichettata come pericolosa e autoritaria. Siamo davvero costretti a votare Sì?

Secondo il Presidente del Consiglio la risposta è affermativa, perché la riforma costituisce l’ultima occasione per cambiare la Costituzione («ora o mai più»). Quando lo dice, spesso si richiama alle commissioni bicamerali Bozzi (1983-85), De Mita - Iotti (1993-94), D’Alema (1997) e al referendum costituzionale del 2006, tutti tentativi falliti di riformare la Carta. La domanda che dovremmo porci, allora, è: possiamo correttamente affermare che la Costituzione sia rimasta invariata per tutti questi anni? In realtà è un falso mito. Basta ricordare che dal ’48 al ’99 si sono susseguite ben venticinque revisioni costituzionali, alle quali bisogna aggiungere la riforma del Titolo V (2001) che ha generato il caos più assoluto, creando materie in conflitto tra lo Stato e le Regioni, e l’ultima revisione quando il Governo Monti introdusse il pareggio di bilancio (2011). La riforma Renzi-Boschi, anche se non passasse, non sarebbe l’ultima spiaggia per l’Italia. Semplicemente ne seguirebbe un’altra, magari più chiara e ordinata. Il referendum del 4 dicembre non sarà l’ultimo per l’Italia, così come non è stato l’ultimo nel 2006, quando i cittadini furono chiamati a votare per modificare la Costituzione.

La più grande insidia di ogni campagna elettorale è la tentazione di persuadere dicendo l’inesatto o il falso. Non è un problema di uno o dell’altro schieramento, è IL difetto connaturato all’inevitabile ricerca del consenso.

Nel caos mediatico, allora, fermarsi a discutere e riflettere, anziché accettare aprioristicamente le ragioni del Sì o del No, può aiutarci a compiere una scelta consapevole, che non è a beneficio esclusivo del cittadino, ma di tutta la comunità. In questo spazio ho fornito brevemente le mie opinioni, che sono relative, che sono di parte. Il mio modesto augurio è che, nel consueto marasma pre-elettorale, si sveli un sano e costruttivo dibattito.

 

Fonti:

http://www.corriere.it/politica/16_agosto_09/referendum-boschi-la-riforma-non-perfetta-ma-positiva-63e1cb2e-5e48-11e6-bfed-33aa6b5e1635.shtml

http://www.tgcom24.mediaset.it/politica/riforme-maria-elena-boschi-meglio-qualcosa-di-imperfetto-che-niente_3022154-201602a.shtml

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/09/24/referendum-costituzionale-perche-la-riforma-segna-un-passo-avanti/3054304/

http://tv.ilfattoquotidiano.it/2016/05/10/referendum-cacciari-puttanata-di-riforma-ma-votero-si/519262/

http://www.intelligonews.it/articoli/30-maggio-2016/42100/referendum-cacciari-riforma-fa-schifo-ma-un-si-di-responsabilita-altrimenti-crisi-al-buio

http://www.lastampa.it/2016/10/06/italia/politica/renzi-il-referendum-lultima-occasione-per-cambiare-litalia-57KJjAv5gf3A1PpP25vFAL/pagina.html

http://www.lastampa.it/2016/10/06/italia/politica/renzi-il-referendum-lultima-occasione-per-cambiare-litalia-57KJjAv5gf3A1PpP25vFAL/pagina.html

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