L'arte barocca e la Democrazia.

Di Ilaria Galli - L’arte barocca indica tutto ciò che è eccentrico, fuori misura, eccessivo ma soprattutto è un tipo di arte che tende a privilegiare l’aspetto esteriore al contenuto interiore; come se, appunto, fra interno ed esterno, vi fosse una “maschera” che tende a nascondere l’essenza vera, la verità.
Il confronto con Pascal ha inizio proprio da qui. Che cos’è la politica per Pascal? Qual è il suo reale fondamento?
Nell’opera “I Pensieri” si legge che “ le corde (ossia i legami) che legano il rispetto degli uni verso gli altri sono corde di necessità, è infatti necessario che vi siano differenti gradi fra gli uomini poiché tutti vogliono dominare, ma non tutti possono, solo alcuni”. E continua: “immaginiamoci dunque di vederli mentre iniziano a disporsi gli uni contro gli altri; combatteranno fino a che la parte più forte opprimerà quella più debole affermandosi quindi come il partito dominante”. Quest’ultimo pertanto si fonda sulla sola forza. Ed è a questo punto che l’immaginazione inizia a giocare il suo ruolo.

Dietro al ruolo del Grande (il Sovrano, il partito) non si nasconde nessuna grandezza naturale, nessuna reale autorità. Quello che conta agli occhi del suddito e quindi del popolo,della collettività è ciò che appare (da qui il nesso con l’arte barocca). Il Grande, come lo definisce Pascal, ! è degno di ammirazione, di rispetto; ed è esattamente su tale rispetto che si fonda la società politica. Le stesse leggi non sono giuste in sé, ma sono fatte apparire come tali. E se queste corde di immaginazione, improvvisamente si rompessero, e quindi il popolo venisse a conoscenza del fondamento reale della polis, allora la stessa cadrebbe e non vi sarebbe più ordine, stabilità. È imprudente rivelare l’infondatezza dell’ordine che si proclama giusto: la simulazione va mantenuta. L’uomo secondo Pascal, dopo il peccato originale, non è più in grado di realizzare la “vera giustizia” e questo perché la ragione ormai corrotta, ha corrotto ogni cosa. Qualsiasi ordine mondano e quindi terreno, è un ordine folle in cui, ciò che domina è solo l’abitudine, la consuetudine, il caso.
Quello che l’uomo può realizzare è quello che Pascal definisce ordine della ragionevolezza, una ragionevolezza umanamente praticabile in cui però, possiamo rinvenire una sola radice: la non Verità su cui si fonda la società politica. Il concetto è inoltre trasferibile a quello di "democrazia", che paradossalmente dovrebbe basarsi sulla trasparenza, mentre per Pascal -per potersi reggere - deve comunque fondarsi sulla non verità.

 

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