Ricordare... ma non ricaderci

Di Giorgio Piccitto e Simone Digrandi - Una data che rischia di rappresentare l'ennesimo "ricordare" privo di senso, se l'incoerenza prosegue anche oggi. Una giornata che fa memoria di un passato tragico, ma che sarebbe totalmente inutile se pensassimo solo a "ciò che è accaduto" senza renderci conto di "ciò che accade ancora". Ecco perchè il 27 Gennaio è importante che vada visto in un'ottica un po' diversa. Oggi nel mondo intero si ricorda l'orrore dell'olocausto. Il 27 gennaio del 1945 ad Auschwitz, venivano liberati i superstiti e si apriva una breccia nel muro omertoso dei campi di sterminio tedeschi. La scoperta di un errore che portò il mondo intero a doversi rendere conto delle conseguenze di idee terribili dell'animo umano. Pensiamo a quanto sia assurdo, pazzesco, pauroso: una reale volontà di "formattare" un'intera popolazione, spinti da una propaganda sulla "purezza" della propria razza. Il giudizio di condanna totale verso una delle peggiori atrocità dell'intera storia umana è unanime, indiscutibile quanto ovvio. Ma siamo sicuri che, sebbene il mondo intero ripudi quell'episodio, l'intera umanità si astenga da fatti e situazioni anche minimamente vicini al concetto di "ti odio per la razza che rappresenti?"

Sapete cosa è successo oggi in Israele, proprio nella Giornata della Memoria? I tifosi della squadra di calcio Beitar Gerusalemme, durante la partita contro il Bney Yehuda, allo stadio hanno intonato canti razzisti anti-arabi. E tanto perchè anche a casa nostra accadono certe cose, chi non si dimentica, qualche settimana fa, i cori razzisti dei tifosi della Pro Patria nei confronti di Boateng, che logicamente e giustamente ad un certo punto si stufa, tira un calcio al pallone per mandarlo sugli spalti e l'intero Milan abbandona la partita?

Sono solo piccoli esempi del "quotidiano" che ancora, in certi (e per fortuna isolati) casi non si è del tutto "formattato" (questa si che sarebbe una formattazione necessaria) il concetto di razzismo. Il giorno della memoria è il ricordo di una tragedia, ma è privo di senso se non si riflette sul motivo che sta alla base di quell'assurdità e non ci si rende conto che in certi casi esso è ancora presente e in grado di stimolare più o meno gravi episodi. Uno scontro tra le diversità che parte dallo sterminio nazista e che viaggia anche attraverso altri episodi, tutti accomunati dalla stessa malvagia idea.

Ricordiamoci i massacri degli Armeni, le Foibe, di cui ci ricorderemo il 10 Febbraio prossimo, i Gulag.. e proprio in terra israeliana, le vicende palestinesi che si portano avanti da decenni e sono culminate nei recenti massacri di Gaza, così vicini al noi al punto che su internet abbiamo pure visto le foto dei bambini trucidati! Come rifletteva un amico oggi su Facebook, una ricorrenza del genere non può e non deve essere "settarizzata". Come detto, quindi, si ricordi tutto, perchè vive di un pauroso filo comune che sta alla base di ogni episodio, che va tagliato perchè anche oggi tutto questo è presente quanto improponibile. E ricordiamoci, inoltre, che ci può essere un rischio di intolleranza e ripudio anche su fronti che vanno oltre la diversità per nazionalità o colore della pelle. Pensiamo agli amici omosessuali, che dopo atti di intolleranza e omofobia più o meno gravi, in Russia non avranno più vita facile! Proprio ieri Putin ha detto che non se ne può più neanche parlare nel suo paese ed è addirittura in fase di approvazione una legge contro di loro: ma che mondo è un mondo che non da la libertà ai propri cittadini neanche di amarsi, e che ancora in certi ambiti religiosi, in Italia esprime forti dubbi su tutto questo?

Insomma, oggi non possiamo solo ricordare, comemmorare, fare un minuto di silenzio per gli ebrei, ma ricordarci anche di tutte quelle persone che in passato e nel presente sono estinatari di assurde forme di razzismo. Non è possibile nemmeno che nel 2013 delle donne che protestano pacificamente vengano bruscamente prese dalla polizia, non è possibile che in Russia non si possa manco parlare dell omosessualità, non è possibile che un giocatore venga fischiato mentre dà il meglio di sè, non è possibile che ancora a Gaza succedano certe tragedie! Riflettiamoci, per un giorno di memoria.. completo e coerente.

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