Perchè continuare a vivere all'inferno?

Di Michael Massari - Continuano a trascorrere i secondi, i minuti, le ore... PANTA REI, tutto scorre, tutto cambia, ma continuo a vedere preoccupazione, tristezza, e voglia di morire pur di dire basta a uno Stato che ha usurpato la dignità dell'uomo. Ai confini dell'Italia si legge “lasciate ogni speranza VOI che entrate”. Un Paese che costituisce in sé UNA meraviglia è oggi ridotto a un semplice contenitore di magagne, corruzione e del gran stile del malgoverno. Cammini e vedi gente con gli sguardi bassi... Cammini e ascolti gente che continua a pronunciare la parola CRISI, CRISI, CRISI. Un suono ridondante che persuade, paralizza e preoccupa. Siamo la generazione che non avrà futuro a causa dei potenti anziani e incompetenti che ce lo hanno sottratto, siamo stati i cavalli di un auto italiana guidata da autisti di tutto il mondo. É palese che siamo difronte a una situazione disastrosa, siamo in una fase di stallo e come gli aerei in stallo se non acceleriamo prima o poi ci schianteremo. Abbiamo bisogno di stabilità economica, politica e sociale e purtroppo oggi di tutte e tre siamo a digiuno. Le tasse continuano ad aumentare, gli stipendi non crescono anzi diminuiscono, il potere di acquisto diminuisce.
Ipotetico caso di pagamento di tasse (acqua, luce, gas, telefono, TARSU ecc.) che ammontano mensilmente a 500€ , lo stipendio di un italiano medio oggi ammonta a 500/1000€ , ammettiamo che questo sia padre di famiglia e debba mantenere due figli e spenda solamente per il necessario per vivere 300/350€ al mese in più deve mantenerli nello studio e spenderà altri soldi per l'acquisto del materiale scolastico. Alla fine o il padre di famiglia ha già seminato debiti oppure è riuscito a mantenere pochi spiccioli. I lavoratori italiani stanno diventando dei lavoratori senza potenzialità, persone che lavorano e ciò che guadagnano durante quella giornata sono costretti a spenderlo immediatamente per non incappare in procedure penali promosse da uno Stato sempre più soffocante, eppure c'è sempre una famiglia da mantenere e a questa chi ci pensa?

Ovviamente NON LO STATO!
Stiamo diventando dei numeri, una ragion di stato inesistente sta fagocitando la moralità di una società. Questa pressione fiscale così elevata sta causando la divisione netta tra ricchi e poveri in quanto non esiste più la media borghesia. Oggi i giovani si trovano difronte all'emblematica scelta o continuare a pesare sulle spalle dei genitori che non possono già mantenere se stessi, figuriamoci i propri figli all'università, oppure rinunciare agli studi per andare alla ricerca di una fortuna che in Italia non esiste o se esistesse durerebbe poco perchè qualcuno chiamato P.A non restituirebbe MAI in tempo il proprio debito. Capiamo ora quanto sia contorto e farraginoso il sistema burocratico italiano: IO membro dello stato, IO mattone di questo grande edificio chiamato comunità ho dei crediti nei confronti di un'istituzione pubblica che cadendo in mora non restituisce in tempo quanto mi deve, ma nello stesso tempo IO sono debitore nei confronti dello Stato e in quel caso DEVO provvedere al pagamento IMMEDIATO o entro i limiti imposti dalla legge altrimenti sarò convenuto in giudizio per inadempimento dell'obbligazione.
Ritornando alla domanda iniziale “ perchè continuare a vivere all'inferno?”
Non so quanto ancora vivrò questo inferno e all'interno di questo inferno ma di una cosa sono sicuro: il nostro Paese ha bisogno di persone competenti e coraggiose, non abbiamo bisogno di poltrone ma di alzare la voce e far prevalere le nostre pretese. Continuerò a lottare fino a quando l'ultimo colpo non mi abbatterà, combatterò in nome della mia famiglia, della mia dignità e in difesa della mia amata terra. Una frase credo che possa concludere questo sfogo di cui vi ho reso partecipi... una frase detta da un giovane professionista, formatosi all'estero ma tornato per cambiare l'Italia mettendo a disposizione la propria professionalità: “credo che il momento più buio della notte preceda la rinascita del sorgere di una nuova alba!” Questo ragazzo non è stato un fesso, ma un coraggioso, un cavaliere della Nazione.

 

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