La logica dei debiti

Di Michael Massari - 14 Maggio 2013: le televisioni locali, regionali e nazionali urlano all'unanimità per l'ennesimo atto di ribellione a uno Stato troppo autoritario e tassativo. La città di Vittoria è su tutte le testate giornalistiche: la torcia umana si è accesa nel momento in cui la disperazione si è fatta troppo pesante, una casa, il focolare domestico, ha causato la fine di una famiglia. “Le banche, lo Stato, la crisi, i debiti. I debiti, la crisi, lo Stato, le banche”: Un ritornello che si ripete in tutti gli angoli più nascosti della città. Un ciclo in cui il povero diventa sempre più povero e i ricchi sempre più ricchi.
Banche che concedono prestiti a tassi stratosferici, banche che pur di vedere imbottite di danaro le proprie casse sono disposte a pignorare anche il bene primario di un uomo, la casa.
Una politica troppo tarda, una classe poco lungimirante quella italiana. Il nostro Paese al contrario degli altri soffre di demenza senile. Sono a conoscenza dell'esistenza di un grave problema, economico, sociale e morale, ma una volta in Parlamento i nostri politici sono più occupati a urlare come in uno stadio, a rimproverare il presidente della camera e difendere i propri beniamini piuttosto che lottare affinchè vengano affermati i diritti dei cittadini.
Oggi i giornali hanno esibito i moniti, le belle parole di tutti i partiti esistenti e non, che con gentilezza e fascino hanno mostrato solidarietà.
Atto dovuto, direi, se non fosse che mi convince sempre meno. Comunicati che giungono dopo la disgrazia, prima non si fa altro che tacere.

Il fatto è anche che il nostro è uno Stato guidato da CAPI e non da LEADER. Chi è il LEADER? Il leader è chi scende in campo con i propri soldati, colui il quale pur essendo di un grado superiore è il primo a sguainare la spada perchè guidato da un ideale, salvare la Patria. Il capo invece è colui il quale EX CATHEDRA impartisce ordini senza preoccuparsi di come vivano le persone che stanno sotto di lui.
Riprendendo le parole di James Freeman Clark e poi riutilizzate da Alcide De Gasperi "Un politico pensa alle prossime elezioni, uno statista alla prossima generazione. Un politico cerca il successo del suo partito; uno statista quello del Paese.” Io sono stanco dei politici, o meglio sono stanco di vedere che la politica in un Paese democratico debba essere guidata da presunzioni partitiche, io non voglio il governo dei pochi, voglio IL REALE GOVERNO DEI MOLTI.
Al liceo più volte in discussioni di attualità descrivevo lo Stato come una grande FAMIGLIA. Le istituzioni le immagino come il Padre di Famiglia, il quale deve gestire ottimamente le risorse a sua disposizione e il fine ultimo del suo operato non è lasciar morire di fame la propria moglie e i propri figli ma nutrirli perchè senza di loro perderebbe la legittimità, non sarebbe più il capo famiglia, ma un singolo.
Allora anche lo Stato affinchè non perda la propria legittimità, uccidendo silenziosamente i propri “sudditi”, deve comportarsi con la famosa diligenza in grado di garantire i diritti degli individui, e tra questi diritti le cosiddette sacre proprietà giusnaturalistiche VITA, LIBERTA' e PROPRIETA'. La globalizzazione attraverso raggiri di qualsiasi tipo sta eludendo la nostra Costituzione, garante dei cittadini e di quei diritti che maturano da un lavoro storico, fatto di scontri e rivoluzioni. Io sono per una proprietà intesa REALMENTE come diritto inviolabile e mi associo a ciò che l'On. Giorgia Meloni ha affermato in un suo comunicato stampa, NON E' POSSIBILE PROCEDERE IN VIA ESECUTIVA SULLA PRIMA CASA.

 

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