Idee a confronto

Uno spazio dedicato alle idee di tutti. Interviste, contributi, suggerimenti, riflessioni, per un confronto libero e aperto.

E se con le fiction di mafia si esagerasse? Firma anche tu la lettera a Mediaset

Di Lucia Gatto - Troppe fiction dedicate alla mafia, in questo periodo, e troppi interrogativi sull'adeguatezza di scene, messaggi e contenuti... In seguito alla messa in onda, in quest'ultimo periodo, di varie serie tv sulla mafia e , in particolare, sulla Sicilia, abbiamo deciso con alcuni amici di scrivere una lettera a Mediaset che vorremmo condividere con tutti voi e firmare "in massa", se siete d'accordo. CHI VUOLE FIRMARE DEVE SOLO CLICCARE "PARTECIPERO'" (io poi inserirò nome e cognome) connettendosi al link: http://www.facebook.com/events/156022757873040/
Questo il contenuto della lettera:

Spett.le Dottor Donelli, a scriverLe è una parte di quella Italia giovane che non trova più rappresentazione nei prodotti commerciali sottoposti alla nostra attenzione. Questa lettera è il frutto di una lunga meditazione su ciò che è più giusto proporre mediaticamente e su quanto ci si possa spingere oltre le imprescindibili esigenze del business, dello spettacolo, della dura legge dell’audience e dello share.
Uno spettacolo - specialmente di prima serata - dovrebbe essere prima di tutto gradevole, godibile, comunicativo, educativo e rappresentativo. Il cinema e la fiction italiana si sono sempre contraddistinti per la loro capacità di far assaporare in poltrona la vita reale mediante l’impareggiabile bravura dei ns. registi nel portare in scena spaccati di vita, di sofferenza e anche di crude realtà che quotidi! anamente animano il nostro bel Paese.
Le ultime settimane, invece, hanno visto una concentrazione in prima serata – sicuramente non a caso - di due fiction interamente dedicate alla criminalità più spietata, efferata, a tratti disumana ed irreale, che non può rispecchiare i valori e i principi del popolo italiano. Infatti, pur continuando a rimanere fiduciosi nei confronti della funzione educativa del mezzo televisivo e nell’impegno che la Vs. emittente ha sempre dedicato a questa imprescindibile funzione, tuttavia, si ha difficoltà nel comprendere la logica sottesa alle ultime fiction.
Senza voler limitare il discorso a uno o più prodotti determinati e prendendo soltanto spunto dalle ultime due fiction di Mediaset, “L’Onore e il Rispetto” e “Squadra Antimafia” vorremmo suscitare una riflessione su almeno tre questioni:

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Il colpo di coda di un sistema che ha fallito

Di Carmelo Caggia - Errani, Lombardo, Penati - Minetti, Lusi, Belsito, Lupi, Zambetti - Fiorito, Maruccio. Sono solo gli ultimi di una lunga serie di scandali che stanno letteralmente azzerando il sistema politico italiano: sempre più corrotto, sempre più marcio.
Un 3-5-2 di politici che in altre nazioni andrebbero a sedere in tribuna mentre da noi hanno mantenuto, e alcuni ancora mantengono, il loro ruolo di titolari. I Top Players de noantri. La storia si ripete, e come per tangentopoli, un potere che sembrava eterno entra all’improvviso in agonia e inizia a cadere in modo drammatico e sconcertante.
Oggi,come nel 1992, ha perso la democrazia, sempre più fragile e anzi a rischio di estinzione. Il populismo ha svuotato di senso la politica e il parlamento.
Da quasi un anno, a sgombrare le macerie sono arrivati i professori e i tecnici e attorno ai partiti ed alle istituzioni s’è creato un vuoto di fiducia senza precedenti. Oltretutto oggi siamo veramente messi peggio di Tangentopoli: all’epoca erano inquisiti alcuni parlamentari, oggi è tutto il blocco della politica, ad ogni livello e ad ogni latitudine ad esser messo in discussione.

Io mi chiedo: ai ministeri non era mai giunta notizia della crescita astronomica dei costi della Regione Lazio così come in tutte le altre Regioni d’Italia?
Nessuno dei ragionieri, tanto puntuali nel segnalare le varie scoperture legislative, s’era accorto di niente fino ad oggi?
E tutti gli altri politici non avevano mai saputo nulla?
Non è credibile.

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Mettiamoci in marcia. Ma non per l'Iphone!!

Di Ilaria Galli - 25 Aprile 1945. È la data passata alla storia come la liberazione dalla guerra, dalla morte e dalla distruzione. 28 Settembre 2012. L’IPhone 5 arriva in Italia. Due date difficilmente, e per ovvi motivi, non comparabili. Fino a che però, non vediamo grandi e piccoli accamparsi come profughi in cerca di riparo di fronte ai negozi. Per fare cosa? Acciuffarsi il primo smartphone e dire: Sì!è mio...finalmente! Ecco, io mi chiedo: come possiamo pensare e credere che le cose potranno cambiare fino a che ci sarà gente disposta a fare la fila per un cellulare ma si tira indietro quando c’è da “combattere” davvero? Qual è l’esempio che diamo, quale immagine potrà trapelarne? Certamente non una di quelle per cui potremmo andarne fieri. Chi come me, ha ascoltato i racconti di guerra dei nostri nonni, sa che la fila si faceva per un pezzo di pane, e non per un capriccio, come in questo caso. Questo è il risultato del troppo benessere, un benessere rispetto al quale non sappiamo più fare a meno perché abituati ad avere tutto e subito. Anche ora. Ora che il momento economico - sociale richiede di combattere per i nostri diritti, diritti che ci siamo guadagnati negli anni rispettando i nostri doveri. E invece no. Preferiamo sederci di fronte ad un negozio e aspettare. Ma aspettare cosa poi? Un telefono? Ma ci pensate!

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Gianpiero Zinzi per Youpolis

Di Michael Surace - Gianpiero Zinzi, coordinatore Nazionale dei giovani dell'Unione di Centro, Avvocato e dottorando di ricerca in diritto amministrativo. Grazie innanzitutto per averci concesso questa intervista: abbiamo scelto te non solo quale giovane affermato in Politica - già Commissario Regionale del tuo partito in Campania - ma anche in quanto rappresenti un mondo positivo, quello dei movimenti politici giovanili, che però sembrano a rischio estinzione. Anti politica, "vecchia politica" e accuse di essere semplicemente la "claque" di qualche parlamentare, hanno messo in ginocchio negli ultimi anni i movimenti giovanili di tutti i partiti che, secondo noi, qualche decennio fa rappresentavano invece una vera e propria avanguardia dei Partiti. La domanda che ti facciamo è quindi questa: hanno ancora senso di esistere i movimenti giovanili ?

“Come sai, a questa domanda ho già risposto in passato in maniera netta: l’impegno dei giovani deve trovare spazio nei partiti e non solo nei gruppi giovanili che fanno riferimento ai partiti. Solo così si rinnova veramente la politica. Ciò non toglie che i movimenti giovanili abbiano una funzione importante, oggi più che mai. In un momento storico in cui la fiducia dei cittadini nei confronti della politica è bassissima, la necessità di operare un ricambio reale è avvertita unanimemente. Non solo un ricambio basato sull’anagrafe, ma soprattutto su idee e valori di riferimento. Dobbiamo avere coraggio e non dire più che i giovani sono il futuro del Paese, ma il presente. I più giovani, purché capaci e meritevoli, devono avere il diritto di impegnarsi da protagonisti, anche ricoprendo ruoli di rilievo. In questo senso è orientata la nostra ! azione sui diversi territori, con “Meritiamolo” (iniziativa di militanti UDC realizzata a Settembre a Mestre) ad esempio abbiamo voluto sottolineare come il merito sia l’elemento centrale per la selezione di una nuova classe dirigente che sia valida e credibile”.

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Nascono le.. Città Privatizzate

di Michael Surace - Le chiamano “città-statuto”, e sembra che il fenomeno sia in continua espansione. Questo modello di città nasce dall'economista statunitense Paul Romer,professore alla Stern School of Business dell'Università di New York. L’economista, portando Hong Kong come esempio, sostiene che le città basate su uno“statuto” di leggi ed istituzioni forti ed inclini agli affari sono la chiave per una rapida crescita. Secondo questa rivoluzionaria teoria, queste nuove cittàdovrebbero nascere dal nulla, in quanto tutto deve partire da zero, e possibilmente dovrebbero affacciarsi sul mare, perché la prossimità dei porti permettedi avere un interscambio autonomo con l’estero. Le città-statuto non avranno politici, pochissime tasse esclusivamente locali, con una propriaorganizzazione e l! egislazione autonoma in termini di giustizia, polizia, economia e rapporti con l’estero.
Un progetto di metropoli basato su questo modello sembra che nascerà in uno dei Paesi più poveri e violenti al mondo: l’Honduras. L’intenzione deipromotori dell’iniziativa – il Governo di Destra e la Mkg, società statunitense incaricata di costruire da zero la città – è quella di creare una città modello chesappia attirare finalmente in Honduras investimenti stranieri (frenati fino ad oggi dall’alto tasso di criminalità locale), creare posti di lavoro (fino a 20.000 tradiretti e indotto) e attirare manodopera qualificata. Un progetto con un costo stimato per far partire la “città-stato” in autonomia di circa 14 Milioni di Dollari.

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Qui dentro è altra storia.

Di Simone Digrandi - Una cosa è certa: qui dentro la voglia di azione ci accomuna, e quando è libera ci fa scattare un qualcosa dentro che ti fa muovere, ti fa respirare, ti fa sentire aria di libertà. E se questa serenità piena di entusiasmo la leggi anche negli occhi di chi riunisci, chi incontri, chi aderisce ad un progetto libero, capisci che la strada è quella buona. Uno spiraglio di luce è quello che si legge tra le righe della nostra novità -e ovviamente di tutti coloro che stanno portando avanti le loro idee in contesti nuovi e liberi- è quello di chi ha trovato un nuovo spazio e lo condivide con tutti coloro i quali, come te, vogliono muoversi davvero. Sono passati pochi mesi dal momento in cui abbiamo dato il là al nuovo. Mesi in cui abbiamo iniziato a respirare. Mesi in cui ci siamo resi conto che tutto il collasso del sistema politico, visto da chi vuole lavorare nel territorio, conta poco, proprio perché hai creato la forma giusta.

Sono i mesi lungo i quali Youpolis è nata, si è formata a Ragusa, Perugia ed Ancona, ha trovato la sua dimensione, ha raccolto amici provenienti da realtà politiche o compagni di viaggio che mai hanno avuto a che fare con contesti del genere e ha trovato stabilità e, nel capoluogo ibleo, "condivisione fisica" dentro i locali di una realtà che - come il nostro laboratorio - è completamente "autonoma" da qualsiasi vecchia logica.

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Una Politica Nuova x Una Nuova Sicilia

Di Francesco Scollo - Tutto ciò che riportano i giornali, le televisioni, i social network, blog e quant'altro, mostrano e mettono in luce, i difetti di un sistema politico: logoro, stanco, immobile di fronte al cambiamento, inadatto e inefficiente, gestito e controlla dai “dinosauri”.
Parlo di dinosauri perché è la sintesi del loro immobilismo, gente affamata di un potere acquisito nel tempo (non specifico per quali vie), legati a poltrone ed incarichi. Ma prima o poi si estingueranno??
Questo è auspicabile per il bene della futura classe dirigente siciliana ed italiana. Anche se oggi, gli stessi si professano fautori del Cambiamento.. un cambiamento fittizio e di ispirazione gattopardiana : «Affinché le cose rimangano così come sono, bisogna che tutto cambi».
I volponi della politica, figli della politica clientelare, delle promesse per un posto di lavoro o per un posto letto in ospedale, delle strade asfaltate, dei pali della luce.. Politici di fama o per fame?
I politici “trombati” che trovano posti in enti vari; gli stessi sono rappresentati dai poteri forti, per intenderci, persone che possono influenzare Piani Particolareggiati, gente che lavora con la politica per cercare l'affare.
Questa stessa gente sarà anche candidata nelle prossime liste per le elezioni regionali. Fin quando, dobbiamo subire inermi tutto ciò? Ma la cosa più importante, cosa possiamo fare noi giovani?
[Alzare la voce!]
Chi non si è rotto (letteralmente ma anche in senso figurativo) le scatole?
Chi crede ancora nei valori della bella politica? E soffre vedendo in essa gente che ha creato un sistema pieno di corruzione e marciume?

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Una politica in Rosa

Di Michael Massari - Responsabile Laboratorio Youpolis Ragusa - Da piccolo ogni volta che vedevo la televisione e si parlava di politica, chi pronunciava sentenza al microfono era sempre e solo un uomo. Mi chiedevo già da piccolo dove fossero le donne, quanto contassero all'interno del parlamento e non riuscivo stranamente a trovare una risposta a quelle mie perplessità. Una politica in nero, abiti scuri, giacca e cravatta e visi barbuti, qualcosa lì dentro non andava. Ricordo che voltandomi verso mia madre, una donna sulla quarantina e dotata di grandissime capacità organizzative in casa e non, fantasticavo sulla sua apparizione in un parlamento tutto al maschile e se non tutto, quasi. Immediatamente i colori da cupi diventavano vivaci e finalmente al posto dei soliti barbuti vedevo una donna in grado di alzare la propria voce all'interno di quella trappola per signore. Oggi a distanza di molti anni posso dire di assistere a un parlamento che cambia, purt! roppo in negativo. Le donne le si possono contare sul palmo di una mano, coloro che sono schierate al 50 % sono lì non per lavorare per l'onore e la grandezza della Patria, ma perchè hanno soddisfatto i piaceri inquietanti di certi uomini potenti. L'Italia deve cambiare e con youpolis noi vogliamo dare un grosso contributo!

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