Vieni via con me

Studenti a Perugia, compagni ad Atene, migranti ad Amsterdam: interpreti odierni delle possibilità e delle contraddizioni d'Europa.

Di Chiara Scolastica Mosciatti.

Di fronte all'altro: tentativi europei di identificazione del proprio retaggio

Di Chiara Scolastica Mosciatti - In questo giorno di unione delle Pasque ortodossa e cattolica, mi è mancato soprattutto di andarmene in chiesa a meditare. Quando ero in Italia lo facevo, specie dopo il primo viaggio ad Atene; tra una tappa e l'altra della fitta agenda di quei giorni, capitava di camminare per il centro quando il sole sembrava esserti piombato addosso, e una volta per ripararmi entrai nella piccola chiesa bizantina di Panaghia Kapnikarea in Ermou, a due passi da Monastiraki. Facilmente si riconosce ogni elemento di quelle chiesette: la prevalenza del pieno sul vuoto di tutto il romanico europeo, le cupole arabe, i mosaici e le pitture bizantine. Tutto è familiare in quelle chiese medievali che parlano ancora dei due imperi romani, ma che ti portano già a immaginare l'oltre dell'oriente mediterraneo e di quello appena più in là di Iran e Afghanistan.
La Grecia è un paese bellissimo: è il confine dell'Europa con il Vicino Oriente ed è il viatico per il Medio; é la porta su un passato remoto, che se ti spingi un po' più a est ti porta dritto all'origine dell'eurasia, riconoscibile in quegli indo-europei arrivati nella mezzaluna fertile.

Leggi tutto...

Le nuove Etichette di Rozengracht

Di Chiara Scolastica Mosciatti - Leggo del sindaco di Gagliole Mauro Riccioni che, insieme a tutta la sua giunta, rinuncia alla magra indennità perché il piccolo comune indebitato non diventi un'ulteriore equitalia per i cittadini; poi leggo la lettera di Nazzarena Agostini, sindaco di Appignano del Tronto, che duramente e accoratamente si rivolge alle più alte cariche del paese, maledicendo la grande lotteria che è diventata l'assegnazione dei fondi pubblici in Italia. Mi ricordano, questi atti di gente mia marchigiana, le prese di posizione resistenziale degli operai della VIO.ME di Salonicco.
Da quassù, che il sud è lontano e tutto ugualmente sofferente - ma tanto non si vede - non posso far altro che riallacciare le notizie dell'Italia a quel che la Grecia ha lasciato dentro di me.
La Grecia mi ha inciso il cuore, c'ha messo dentro un seme di dolore e ha ricucito il tutto grossolanamente. In questi primi mesi da migrante, dal petto mi è spuntato un cardo, e tra un conto alla rovescia e l'altro, per cercare di rimanere qui, tamponando come potevo le ferite del cardo spuntato, sono stata obbligata a pensare e pensare e pensare il più profondamente possibile, per non perdere la ragione delle mie scelte, in un paese che sostanzialmente mi chiede di indossare un'altra veste senza troppo badare ai miei gusti e alla mia taglia.

Leggi tutto...

Il primo pianto di emigrante

Di Chiara Scolastica Mosciatti - I miei numerosi viaggi nella peggiore parte d’Europa, lungo questo 2013, sono stati per me come una garanzia per la mia emigrazione qui nei Paesi Bassi: nessuno dei problemi di spravvivenza che ho incontrato in Grecia, nessuna delle ragioni della mia frustrazione in Italia esistono nei Paesi Bassi – pensavo.
Infatti Amsterdam è una città felice.
Come in ogni capitale, in uno stesso luogo puoi vedere simultaneamente vedere ogni tipo di persona svolgere qualsiasi tipo di attività.
Per esempio quando sono arrivata, proprio nei giorni di Halloween, di domenica notte ho potuto camminare lungo Rokin e vedere l’enorme alveare di vetro della NCR company, pieno di uffici e relativi colletti bianchi davanti al computer; poco più avanti mi sono potuta fermare al baracchino delle migliori patate fritte olandesi per poi raggiungere Dam Square dove era in corso un carnevale. E dato il luogo centralissimo, data l’occasione di divertimento, data la musica, le giostre, le luci, la marijuana, era un carnevale per tutti, e dalla coppia di anziani che passeggiava, alle famiglie intorno alle attrazioni del luna park, ai ragazzi in vacanza mordi e fuggi, ai fanatici di musica elettronica e agli adolescenti mascherati da mostri, in fila dietro ai carri, c’erano tutti a Dam Square quella domenica notte.
La simultaneità è presente in ogni luogo, ogni giorno, ad ogni ora, ad Amsterdam.
Pensavo, lasciando l’Italia, che il mio primo pianto non sarebbe arrivato prima di una settimana - invece è arrivato solo dopo tre giorni.

Leggi tutto...

Le rubriche

IDEE A CONFRONTO

Contributi e riflessioni

   
FLUSSI DI COSCIENZA

di Corrado Schininà

   
DIPENDE DA TE

di Simone Digrandi

   
PILLOLE DI CULTURA
Autori, eventi, recensioni