Di fronte all'altro: tentativi europei di identificazione del proprio retaggio

Di Chiara Scolastica Mosciatti - In questo giorno di unione delle Pasque ortodossa e cattolica, mi è mancato soprattutto di andarmene in chiesa a meditare. Quando ero in Italia lo facevo, specie dopo il primo viaggio ad Atene; tra una tappa e l'altra della fitta agenda di quei giorni, capitava di camminare per il centro quando il sole sembrava esserti piombato addosso, e una volta per ripararmi entrai nella piccola chiesa bizantina di Panaghia Kapnikarea in Ermou, a due passi da Monastiraki. Facilmente si riconosce ogni elemento di quelle chiesette: la prevalenza del pieno sul vuoto di tutto il romanico europeo, le cupole arabe, i mosaici e le pitture bizantine. Tutto è familiare in quelle chiese medievali che parlano ancora dei due imperi romani, ma che ti portano già a immaginare l'oltre dell'oriente mediterraneo e di quello appena più in là di Iran e Afghanistan.
La Grecia è un paese bellissimo: è il confine dell'Europa con il Vicino Oriente ed è il viatico per il Medio; é la porta su un passato remoto, che se ti spingi un po' più a est ti porta dritto all'origine dell'eurasia, riconoscibile in quegli indo-europei arrivati nella mezzaluna fertile.

Qui ad Amsterdam, grazie anche ai precedenti soggiorni in Grecia, ho definitivamente individuato il mio retaggio, inteso come appartenenza ad un'area geografico-culturale, come parte inalienabile della mia anima e trascendente la mia vita, e come possibilità di riconoscere me stessa e le mie priorità anche in caso di decontestualizzazione.
L'individuazione del proprio retaggio è un processo di accumulazione, confronto e scarto che matura all'interno di una società spinta da una fede e ordinata da un'autorità. La fede e l'autorità sono i massimi referenti culturali di una società; al sud europa sono classicamente rappresentati dalla religione e dalla famiglia, mentre al nord europa, sempre classicamente, sono rappresentati dal profitto e dallo stato. Le due coppie di massimi referenti culturali sono la risposta di ogni società ai propri bisogni.

La struttura dell'intero sistema culturale europeo è quindi binaria, e da una parte all'altra del continente quel che cambia sono solo i referenti culturali. La tragedia odierna dell'Europa, è che il nord sta cercando di sostituire i referenti culturali del sud con i propri, in maniera più o meno arbitraria e forzosa, e le conseguenze di questa sostituzione sono sotto gli occhi di tutti.
Un anno fa, ad Atene, cercando di spiegarmi questo concetto, l'architetto Eleni Tzirzilaki, a capo del teatro occupato Ebros (gemellato col Valle di Roma), mi esponeva i suoi dubbi in merito al progetto di risistemazione urbanistica di via Panepistimiou - nell'ambito dell'European Architectural Competition  "Rethinking  Athens"- usando la categoria tutta europea della fattibilità. Il nodo era sempre lo stesso, ossia quello dell'utilizzo di un modello nord-europeo non criticabile in sé, ma inadeguato al contesto ed estraneo ai bisogni della società.

L'inassimilabilità tra le iniziative destinate alla società e i bisogni della stessa, è una delle condizioni più favorevoli alla nascita di movimenti e partiti populisti e xenofobi, fenomeno ormai diffuso in tutta Europa, da cui neanche la tollerante e ricca Olanda è estranea.
Le elezioni amministrative dell 19 marzo – oltre ad aver contraddetto la formazione politica di governo formata da liberal-conservatori e laburisti – ha portato alla ribalta il Partito della Libertà, che si è piazzato secondo a L'Aja ed ha vinto ad Almere; clamoroso è stato il discorso del leader Geert Wilders, già noto alle cronache per le sue uscite provocatorie, il quale, appena avuti i risultati,  arringando la platea le ha chiesto se volesse più o meno "marokkanen".
Aldilà della brutta scenata mediatica di Wilders, certa ansia di penalizzare l'immigrazione si ha qui fin dal 2012, quando la coalizione di governo mise in cima alla lista una legge per l'introduzione del reato di immigrazione clandestina (reato già presente in Belgio). Appena un paio di settimane fa, la fragilità di coalizione di governo ha permettere al piccolo partito "Christian Unie" di scombinare gli equilibri e ostacolare la realizzazione di tale legge.
Nel cuore del civile nord, dunque, un evento positivo, ma quasi accidentale, riguardo al problema  dell'immigrazione che ha ricadute non solo all'interno del paese, ma anche nei flussi migratori di tutto il continente, e la cui soluzione è pertanto di centrale importanza per l'identificazione del retaggio europeo.

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