Il gioco del pallone in centro storico a Ragusa. Tra multe, danni, sicurezza e l’importanza di fare giocare i giovani: una proposta di Youpolis Sicilia per risolvere il problema.

Se giocare a pallone all’aperto è una cosa bella, ma crea problemi ai luoghi e alle persone in centro storico, ci può essere una soluzione? A detta dei giovani del laboratorio di Ragusa di Youpolis Sicilia forse sì. Esattamente due anni fa, il gruppo raccontava di come piazza San Giovanni e piazza Matteotti a Ragusa si fossero trasformati, di notte e a volte anche di giorno, negli stadi di quel mondiale brasiliano del 2014 ormai passato. Ci siamo lasciati alle spalle anche gli Europei di Francia 2016 ma la storia non è affatto cambiata. Nonostante un’ordinanza del 2012 in cui si vietava il gioco del calcio nel centro storico, abbiamo osservato come sistematicamente appena la temperatura estiva lo permette, si facciano le squadre e si dia l’inizio a tornei su tornei. Un continuo succedersi di tiri, urla, pallonate e lanci lunghi. Lanci che nella maggior parte delle volte finiscono sul portone o sui fregi della cattedrale - la foto che alleghiamo fa vedere dove sia arrivato un pallone, praticamente per restarci - oppure per strada, con la creazione di una situazione di pericolo, o finendo contro chi passeggia o prende tranquillamente un gelato seduto al tavolino di un bar qualsiasi. La situazione non cessa nemmeno quando durante un matrimonio sul sagrato ci sono sposi e invitati, costretti a schivare le pallonate, o gruppi di turisti che si ritrovano ad essere dei birilli da dribblare. Per non parlare delle serate di “A tutto volume” di qualche settimana fa, quando i volontari dell’associazione furono costretti ad intervenire, in collaborazione con la polizia municipale, per bloccare dei ragazzi (e teniamo a sottolineare ragazzi, non bambini) che non curanti della manifestazione hanno scambiato San Giovanni per San Siro.

“La mancanza di luoghi adatti al gioco del pallone, e alla pratica di qualsiasi sport, è un problema davvero notevole” spiega Michael Cabibbo, segretario dell’associazione che ha seguito questa vicenda, “una cosa magari marginale rispetto ai traffici illeciti che purtroppo nelle ultime settimane hanno visto quei luoghi come location, ma la vicenda  resta comunque una problematica da provare a risolvere. Lo sport è un argomento importante, garantisce socialità, coesione, integrazione, salute. E per questo va protetto e diffuso”. Insomma a detta dei ragazzi di Youpolis anche il gioco è importante: la soluzione, quindi, se da un lato deve essere vietare in quelle piazze, dall’altro è fondamentale individuare un’area che potrebbe essere portata ad ospitare quei ragazzi che vogliono farsi due passaggi o due tiri al volo. Come fare? Com’è stile dell’associazione, spiegata la criticità, ecco le proposte, che sono due: la prima è apporre della segnaletica orizzontale con dei cartelli per indicare l’effettivo divieto al gioco del pallone (con specifica delle eventuali sanzioni) nelle zone di piazza San Giovanni e piazza Matteotti; la seconda è quella di creare una possibile area ben precisa e dedicata al gioco, che potrebbe essere la piazzetta dell’ormai abbandonato Parco San Giovanni Paolo II, sotto il City e a ridosso di via Natalelli, ovviamente con i dovuti aggiustamenti. È un’area in centro, pianeggiante, con panchine e fontanelle per bere: isolandola bene, con l’aggiunta di reti a protezione della strada, di sufficiente luce e, in ottica di sicurezza preventiva, qualche telecamera, potrebbe diventare un luogo di incontro ideale per gli amanti del pallone. “Una proposta, quella di Via Natalelli, che certamente va verificata nella sua fattibilità” conclude Cabibbo, “per questo invitiamo l’amministrazione - con cui già stiamo proficuamente collaborando per rendere realizzabili le nostre proposte sulla viabilità in città illustrate negli scorsi mesi - a valutare se quest’altra nostra ulteriore idea può rappresentare una soluzione praticabile”.

Le rubriche

IDEE A CONFRONTO

Contributi e riflessioni

   
FLUSSI DI COSCIENZA

di Corrado Schininà

   
DIPENDE DA TE

di Simone Digrandi

   
PILLOLE DI CULTURA
Autori, eventi, recensioni