Edificio di C.da Selvaggio: se la soluzione fosse un'altra? La proposta Youpolis presentata al seminario regionale sulle politiche giovanili

A Ragusa, in periferia, c’è un’edificio da sempre protagonista di una tormentata storia: parliamo della struttura di Contrada Selvaggio, con ingresso su Via Berlinguer, un edificio comunale rimasto fondamentalmente al palo in attesa di capire la sua destinazione. Originariamente concepito come casa di riposo, ripensato come sede del Corpo di Polizia Municipale, oggetto di vari cambi di destinazione d’uso e/o atti di indirizzo della Giunta, da sempre protagonista di dibattiti pubblici e a mezzo stampa; solo una volta si è mostrato in tutta la sua potenzialità, ovvero durante l’ultima edizione di Festiwall - grande evento sulla street art - quando gli organizzatori l’hanno sapientemente concepito come quartier generale della manifestazione, sede di mostre (all’interno) e degli eventi musicali (all’esterno).

Se ne parla ancora, specie da quando Festiwall si è concluso: l’edificio è veramente bello, sapientemente diviso, elegante, moderno. Quindi, che farne? Youpolis, ancora prima che ci fosse l’evento, ci aveva già pensato; anche perché il gruppo di Ragusa, proprio durante i giorni dell'evento sulla street art, stava redigendo il progetto con cui avrebbe partecipato a “Giovani Idee”, primo seminario regionale sulle politiche giovanili durante il quale davanti ad una platea di 60 giovani e 40 amministratori, sarebbero state presentate le migliori proposte dei giovani per le politiche del proprio comune. Una occasione in cui, vedendolo al suo interno, si è arrivati alla conclusione che questa struttura poteva essere davvero perfetta per l'idea youpolica: essa, o per lo meno metà della stessa, si prestava bene all’idea pensata e che sarebbe stata discussa al seminario regionale il 12 ottobre: destinarla ad una “struttura cittadina di coworking”.

In che cosa consiste il progetto ideato dall’Associazione? Dare vita ad una realtà cittadina di riferimento per ospitare la nascita, la formazione e lo sviluppo di imprese giovanili, con locali da adibire a direzione, produzione, ricevimento di clienti, incontri formativi (per un periodo di due anni), parallelamente alla creazione di una rete regionale per fare interagire giovani professionisti e imprenditori che hanno avviato la loro attività con diverse finalità (scambio di esperienze; incontri di formazione e confronto; “circolo virtuoso” di forniture aziendali). La soluzione alla crisi, in molti casi, è consentire ai ragazzi di capire cosa e come produrre tramite imprese innovative e competitive: allora, perché non aiutarli concretamente a far nascere e sviluppare questa cosa?

Creare una struttura cittadina a cui accedere per merito e originalità/realizzabilità dell’idea - permetterà ai giovani che iniziano la loro attività imprenditoriale di essere accompagnati per due anni sotto diversi aspetti:

  • Formazione (dare una mano ai beneficiari nella creazione/ottimizzazione di un’idea vincente e che possa avere giusti riscontri sul mercato)
  • Visibilità (dare la possibilità ai propri potenziali clienti di essere ricevuti in una struttura accogliente e di qualità)
  • Economicità (abbattere per i beneficiari numerosi costi per i primi due anni: locali, utenze, etc.) 
  • Benessere (lavorare in un ambiente dinamico e stimolante, in un luogo dove ci sono anche altri giovani con cui trascorrere giornate insieme)
  • Un “nuovo indotto” (ritrovandosi in una struttura dove le altre imprese possono avere bisogno di lui, riuscendo a creare un “circolo virtuoso di forniture”)
  • Fare un grosso passo in avanti nel campo dell’innovazione, creando realtà imprenditoriali che siano in grado di sfruttare tecnologie, competenze, nuovi scenari, per nuovi servizi e relative possibilità di guadagno e costruzione di un futuro. 

L’Amministrazione comunale in tutto questo dovrebbe avere il compito - individuato il locale in tale struttura - di: adeguamento dello stesso, capire quanti posti mettere a disposizione sulla base dell’ampiezza dei locali, creazione del bando, tempistiche e logistiche in collaborazione con l’associazione che ha proposto questo progetto e altri enti come Camera di commercio (per partnership, consulenza, dati utili alle ricerche, formazione e tutto ciò che l’Ente possa fare di utile per questo progetto), istituti, enti di formazione professionale, associazioni di categoria (per individuare i beneficiari, parallelamente ad una promozione dell’iniziativa su tutti i canali per attrarre giovani non raggiungibili da queste realtà), formatori nell’ambito delle seguenti aree: fiscali / coaching e team building / strategie di mercato, sponsor che vogliono fornire sostegno al progetto.

Si noti dalle foto gli spazi, e, nella seconda, ognuna delle stanzette, perfette per ogni singolo ufficio / azienda. 

Inoltre dovrebbe essere a cura del comune l’individuazione dei candidati attraverso stesura di un bando con un regolamento che specifichi le modalità di selezione e quelle di accesso e utilizzazione delle strutture messe a disposizione. Il regolamento potrà essere stilato dall’associazione proponente coadiuvato dall’ente comunale e dalle altre realtà coinvolte. 

I costi, è bene dirlo, non sono calcolabili facilmente; bisogna considerare quelle che potrebbero essere le voci di costo, tra cui:

  • Costi vivi della struttura (utenze, personale, pulizie)
  • Costi della promozione del progetto (per il lancio del bando)
  • Costi del personale addetto ai cicli di formazione.

Il progetto, come detto, è stato presentato in plenaria al seminario regionale, presso l’Hotel Athenèè Palace di Campofelice di Roccella, ed è stato non solo apprezzato, ma anche discusso da numerosi giovani amministratori

 

Questo quindi il nostro progetto. Vogliamo però rispondere a tre interrogativi che facilmente potrebbero sorgere:

1. Non era stato già previsto un coworking presso il Palazzo della Cancelleria?

Di questo progetto, che fu stabilito da un atto del Consiglio Comunale, non si hanno aggiornamenti, né tantomeno della proposta che, tramite bando dell’ANCI, avevamo presentato insieme al Comune di Ragusa (progetto "Acchiappasogni", vedi qui: http://www.slideshare.net/simonedigrandi/slides-bozza) per potenziare questa idea; probabilmente non sarà stato ammesso a finanziamento, altrimenti ne saremmo venuti a conoscenza ma è anche vero che l’idea di un palazzo barocco tra Ragusa Superiore e Ibla come ‘fucina per i giovani’ può essere molto bella come location, ma difficilmente raggiungibile per potenziali clienti, per enormi problemi di parcheggio. Una struttura come quella di C.da Selvaggio, tra l’altro, sarebbe molto più versatile anche perché già divisa in “stanzette” per accogliere le singole imprese, nonché di ambienti più ampi per i corsi di formazione.

2. Perché “metà struttura”?

Avendola analizzata ampiamente, pensiamo che possa bastare una sola ala (quella sinistra ad esempio) per questo progetto: il resto potrebbe essere inteso come “casa delle associazioni culturali”, ad esempio, coinvolgendo per il concept della seconda metà proprio chi, come gli organizzatori di Festiwall, ne hanno fatto sapiente uso (è anche giusto nei loro confronti) per capire come dare spazio ad una buona parte delle realtà giovanili cittadine per incontri, dibattiti, mostre, workshop, e quant’altro; è anche vero che - ci risulta - si era parlato di dare alcuni spazi di questa struttura per un centro autogestito, dopo una richiesta da parte di un comitato studentesco, ma anche su questa cosa non abbiamo notizie...

3. Perché non lasciare quella struttura ad una delle proposte già indicate, discusse, dibattute?

Ubi maior minor cessat: se davvero la cosa importante è destinare quell’edificio ad una casa per anziani (opzione 1) o alla Polizia Municipale (opzione 2) chiaramente non discutiamo altro. Ci permettiamo di avere, sinceramente, dei dubbi sull’opzione 1: a fronte delle tantissime case di riposo presenti in città, infatti, non sappiamo quanta sarebbe realmente la domanda in questo senso (non ci permettiamo di sentenziare senza dati certi, rimane un dubbio); così come nel caso 2 non sappiamo quali le reali esigenze del Corpo di Polizia Municipale a fronte dell’attuale loro sede (Via Mario Spadola) certo è che in questo momento non esiste nessuna struttura in città per accogliere una via, a tratti una delle poche possibili, per aiutare lavorativamente i giovani di questa città: assisterli nella creazione e nello sviluppo di una idea imprenditoriale, formandoli seriamente e facendoli incontrare con altri giovani per cicli di forniture reciproche, è molto più di un semplice assistenzialismo… è un aiuto concreto per il futuro!

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