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Cristina Messora, immagini trasformate in poesia

Castelfidardo - Anticonformista, coraggiosa, provocatrice, sperimentatrice di nuovi linguaggi su supporti di carta, Cristina Messora, è la protagonista di una mostra antologica, dal titolo “Le distanze tra i filari” - alla Casa Vinicola Garofoli, dal 18 marzo al 29 aprile. L’allestimento si articola in tre sezioni: 20 opere dipinte su carte, opere della collezione privata dell’artista e una grande installazione di fili di lana dalle nuances bordeaux e vinaccia. L’evento  sarà presentato il 18 marzo, alle ore 17.30. Interverranno, Caterina Garofoli, Casa Vinicola Garofoli, Ruben Cittadini, assessore del Comune di Castelfidardo al Turismo, Cultura, Politiche Giovanili e Pari Opportunità, Romina Calvani, assessore del Comune di Castelfidardo all’Ambiente, Attività Economiche, Trasporti e Viabilità, Andrea Carnevali, curatore della mostra, Riccardo Bravi, reading - “Omaggio a Marino Piazzolla”. Tra i partner la nostra Youpolis Marche.

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Coworking: Youpolis vaglia altre opportunità di locazione

Nessun problema per differenti scelte dettate da doverose necessità, e nessuna contrapposizione alle scelte comunali: il progetto che i giovani di Youpolis hanno presentato il 12 Ottobre al seminario regionale sulle politiche giovanili davanti a 60 amministratori siciliani e 40 giovani, a Ragusa può essere destinato altrove. Alla luce della scelta del Comune di Ragusa di destinare il palazzo sito in Via Berlinguer alla nuova sede della Polizia Municipale, i membri dell’associazione politico-culturale Youpolis di Ragusa, ritenendo la loro idea importante e comunque fattibile, non ostano a che si possa pensare ad un’altra opportunità di locazione. L’idea di usare quel palazzo nasceva nei giorni di Festiwall, quando la struttura era aperta per le mostre e gli eventi esterni. Erano i giorni in cui i membri di Youpolis stavano redigendo il progetto per il seminario regionale, durante il quale sarebbero state presentate le migliori proposte dei giovani per le politiche del proprio comune. Una occasione in cui, vedendolo al suo interno, si è arrivati alla conclusione che la predetta struttura poteva essere davvero perfetta per l'idea youpolica: essa, o per lo meno metà della stessa, si prestava bene all’idea pensata e che sarebbe stata discussa al seminario regionale il 12 ottobre: destinarla ad una “struttura cittadina di co-working” 

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Comunicare un sì – Contro la retorica del “è l’ultima occasione: meglio questo di niente”

Di Corrado Schininà - Che la riforma sia piena di difetti e punti critici lo ammettono un po’ tutti, anche i più strenui sostenitori del Sì. La stessa ministra Boschi ha più volte ammesso che la riforma non è perfetta e, in particolare, alla festa de l’Unità di Prato ha dichiarato che è «meglio qualcosa di imperfetto che niente».

Laura Puppato, in un articolo al Fatto Quotidiano, ha affermato che la riforma è un piccolo passo avanti con l’introduzione di un comma all’articolo 55, che spinge verso sistemi elettorali che contemplino la parità di genere. Nel corso del suo post è questa l’unica ragione presente per votare sì. Sicuramente la senatrice troverà altri elementi positivi nella riforma. Non credo tuttavia che agli scettici basti l’inserimento di questo comma per cambiare opinione su un testo che modifica ben quarantasette articoli della Costituzione.

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Edificio di C.da Selvaggio: se la soluzione fosse un'altra? La proposta Youpolis presentata al seminario regionale sulle politiche giovanili

A Ragusa, in periferia, c’è un’edificio da sempre protagonista di una tormentata storia: parliamo della struttura di Contrada Selvaggio, con ingresso su Via Berlinguer, un edificio comunale rimasto fondamentalmente al palo in attesa di capire la sua destinazione. Originariamente concepito come casa di riposo, ripensato come sede del Corpo di Polizia Municipale, oggetto di vari cambi di destinazione d’uso e/o atti di indirizzo della Giunta, da sempre protagonista di dibattiti pubblici e a mezzo stampa; solo una volta si è mostrato in tutta la sua potenzialità, ovvero durante l’ultima edizione di Festiwall - grande evento sulla street art - quando gli organizzatori l’hanno sapientemente concepito come quartier generale della manifestazione, sede di mostre (all’interno) e degli eventi musicali (all’esterno).

Se ne parla ancora, specie da quando Festiwall si è concluso: l’edificio è veramente bello, sapientemente diviso, elegante, moderno. Quindi, che farne? Youpolis, ancora prima che ci fosse l’evento, ci aveva già pensato; anche perché il gruppo di Ragusa, proprio durante i giorni dell'evento sulla street art, stava redigendo il progetto con cui avrebbe partecipato a “Giovani Idee”, primo seminario regionale sulle politiche giovanili durante il quale davanti ad una platea di 60 giovani e 40 amministratori, sarebbero state presentate le migliori proposte dei giovani per le politiche del proprio comune. Una occasione in cui, vedendolo al suo interno, si è arrivati alla conclusione che questa struttura poteva essere davvero perfetta per l'idea youpolica: essa, o per lo meno metà della stessa, si prestava bene all’idea pensata e che sarebbe stata discussa al seminario regionale il 12 ottobre: destinarla ad una “struttura cittadina di coworking”.

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Comunicare un sì – Contro la retorica dei risparmi

Di Corrado Schininà - Non mi aspettavo che nel dibattito sulla Costituzione spuntasse l’argomento dei costi. Se si fosse trattato di tagliare i vitalizi, i privilegi da ancien régime di cui dispongono i parlamentari e di dimezzare i lauti compensi degli onorevoli, la questione dei costi avrebbe meritato una piccola menzione di lode. Invece no. La riforma prevede una Camera dei Deputati invariata, sia per quanto riguarda la composizione, sia per quanto concerne vitalizi e privilegi, e un Senato composto da 95 amministratori locali senza indennità (più 5 senatori nominati dal Presidente della Repubblica).

Già Renzi nel 2014 affermava di poter risparmiare circa cinquecento milioni con l’abolizione del Senato. In realtà, i dati reali ci parlano di circa cinquanta, al massimo sessanta milioni. Un po’ troppo pochi per assurgere la questione dei costi a motivo per votare sì. A maggior ragione se pensiamo che i tagli riguardano solo il Senato.

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